Fusione Pesaro-Monteciccardo, Ricci: "Un Sì solidale per crescere"

Fusione Pesaro-Monteciccardo, Ricci:

‘Sindaco in famiglia’ a Villa Betti con chiusura campagna comitato a favore: referendum è grande opportunità, aiutiamo Comune in difficoltà e ci rafforziamo con due milioni all’anno di incentivi statali per dieci anni

Matteo Ricci a Villa Betti spinge il sì alla fusione Pesaro-Monteciccardo (domenica 19 gennaio il referendum consultivo, si vota nei due Comuni dalle 7 alle 23, ndr). Prima a cena a casa Salvi, con «un sindaco in famiglia». Poi al Circolo Arci (gremito), nell’assemblea del comitato a favore. «Il percorso è partito spontaneamente. con le firme dei residenti. Siamo onorati perché Monteciccardo è un territorio straordinario. Sul lato produttivo, agricolo e culturale». Il punto, secondo Ricci, è «ragionare sulla forma amministrativa migliore per la gestione e la risoluzione dei problemi. Credo molto nei meccanismi di aggregazione dei Comuni. E il territorio è complessivamente omogeneo: giusto lavorare insieme. Lo facciamo già con l’Unione, la fusione sicuramente dà forza», evidenzia il sindaco nel dibattito moderato dai giornalisti Luca Fabbri e Micaela Vitri. Anche perché dallo Stato arriverebbero incentivi pari a due milioni all’anno per dieci anni. «Così sistemiamo i debiti di Monteciccardo (il deficit stimato è di circa un milione, ndr) e liberiamo un grande piano di investimenti. In base alle vostre priorità», rimarca Ricci ai residenti. Il riferimento è al «mutuo Monteciccardo», da accendere per «manutenzioni, lavori su strade, marciapiedi, scuole, allargamento del circolo, nidi, completamento palestra». Cinque milioni in tre anni: «Una somma non da poco. Non so in quanti anni Monteciccardo potrebbe fare gli stessi interventi. Sarebbe praticamente impossibile». Quindi: «Si tratta di un’opportunità che non va persa, perché la fusione salva Monteciccardo. I nodi sono noti, fatico a vedere un futuro alternativo. Già è difficile amministrare un Comune quando non ci sono i debiti, figuriamoci così...». Il resto dei contributi statali «ci aiuta a rafforzare il bilancio del Comune di Pesaro. Per non aumentare le tasse e mantenere i servizi sociali ed educativi». Ulteriori vantaggi per Monteciccardo: «Diminuzione delle tasse locali, che saranno allineate con quelle di Pesaro. L’addizionale Irpef scenderebbe così dallo 0.8 allo 0.6». Non solo: «Monteciccardo entrerebbe nella rete dei servizi di Pesaro, con i relativi benefici». Mantenendo, precisa Ricci, l’autonomia decisionale «grazie al Municipio e al relativo consiglio eletto, con parere vincolante sul suo territorio. Per cui tutto ciò che riguarda Monteciccardo non potrà essere approvato da Pesaro se qui non sarete d’accordo». Insomma: «Una sorta di Trentino-Alto Adige dentro il Comune di Pesaro. Con un’autonomia speciale». Poi le opportunità su turismo, cultura e dintorni ,«con il Conventino che vogliamo valorizzare». Ancora: «Con la fusione, Monteciccardo diventerebbe fondamentale per dare servizi a quartieri di Pesaro molto esterni. Come Ginestreto e Santa Maria dell’Arzilla». Insomma: «Dall'operazione Monteciccardo ha solo da guadagnare. Chiude i debiti, mette in moto investimenti ingenti, entra nella nostra rete di servizi. Con l’autonomia decisionale del Municipio, che gli altri quartieri di Pesaro non hanno. Per noi, ovviamente, sarebbe un onore e una grande responsabilità. Ora la parola ai cittadini». A sostenere le ragioni del sì, nelle due iniziative, mezza giunta comunale (Vimini, Delle Noci, Morotti, Ceccarelli), oltre al consigliere regionale Andrea Biancani e ai membri del comitato a favore della fusione (presenti, tra gli altri, Gianfranco Amadori e Giovanni Barberini).

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