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Lettera aperta di Radio Prima Rete PDF Stampa E-mail

Radio Prima Rete intende con la presente denunciare all’opinione pubblica pesarese l’illegittimo, arbitrario ed improprio uso dei diritti di trasmissione radiofonica in esclusiva delle partite di basket, fatto in questi anni dalla società Scavolini Basket, ora Scavolini Siviglia.

Si vuole rimarcare come detti diritti siano stati ceduti da oltre 20 anni sempre a Radio Città, a trattativa privata e senza mai indire procedure pubbliche di assegnazione, precludendo così alla altre emittenti radiofoniche di accedere ad un servizio di assoluto interesse per la cittadinanza.

Radio Prima Rete sul punto ha sostenuto un aspro contenzioso con la Scavolini Basket, sostenendo l’illegalità di tale prassi, contenzioso che si è concluso con una sentenza della Corte di Appello di Ancona che si è pronunciata a favore della Scavolini Basket.

Seppure sul punto si conservano forti perplessità in diritto - perché sarebbe lecita a livello locale una vendita di diritti senza asta quando ad esempio ciò è imposto dalla Lega Calcio e quando la legge e il Regolamento di Lega Basket impongono, senza eccezioni, l’asta per la vendita dei diritti radiotelevisivi? - tuttavia anche ammettendo la liceità di una tale operazione, si contesta di fatto, nella particolare realtà pesarese, l’opportunità e la correttezza di tale prassi.

Non può certo dimenticarsi che la Scavolini Basket sia andata divenendo, negli ultimi anni, sempre meno l’espressione di una singola realtà imprenditoriale, quanto piuttosto l’espressione di un intero contesto cittadino: a finanziare la società, direttamente o indirettamente, partecipa un consorzio di circa 20 soggetti imprenditoriali tra cui figurano le più importanti banche locali, le Associazioni Commerciali e Artigianali di categoria, soggetti imprenditoriali privati fortemente rappresentativi del territorio ed addirittura società municipali (HeraComm Marche, già Aspes).

Né può dimenticarsi il fatto che detto consorzio sia andato formandosi dietro l’azione mediatrice di soggetti pubblici quali Provincia e Comune di Pesaro, che non solo si sono fatti mediatori per l’aggregazione del consorzio dei finanziatori, ma che partecipano azionariamente di società municipalizzate finanziatrici della Scavolini basket e che con iniziative pubbliche hanno contribuito a dare visibilità allo stesso consorzio di finanziatori.

Non si scorda che fino a poco fa nel Cda Scavolini Basket sedeva un ex assessore comunale.

Non secondario è, in tale contesto, il fatto che proprio tale rilevanza pubblica dell’operazione, ha reso ammissibile e tollerabile agli occhi dell’opinione pubblica, il finanziamento della società di basket anche ad opera di imprenditori privati che, a causa della crisi economica, hanno fatto ampio ricorso all’istituto della Cassa Integrazione. Cosa, di per sé, non certo edificante.

Non solo, sempre la rilevanza sostanzialmente pubblica della società di basket, ha fatto sì che questa potesse accedere alla locazione del palazzetto dello sport, di proprietà pubblica, a canoni “sociali”, circostanza ben nota alla luce delle recenti polemiche, sedate solo a seguito di un intervento personale e diretto del Sindaco.

Ciò che si contesta quindi è che la società Scavolini Basket si presenti come soggetto portatore di un interesse pubblico, ogni qual volta abbia necessità di accedere a finanziamenti e sponsorizzazioni, e che viceversa gestisca in modo fortemente personalistico e privatistico le proprie attività, specie quelle aventi rilevanza pubblica.

In tale ottica come ignorare che l’addetto stampa della società, altresì presidente del circolo stampa, controlla di fatto la stessa radio Città che provvede alla trasmissione delle partite?

Come non vedere in ciò un conflitto di interessi e un’ottica di favoritismo?

E ciò anche in considerazione del fatto che Radio città, tra le radio private, è quella che ha minor copertura del territorio provinciale!

Perché, visto che la società lamenta di aver tanto bisogno di entrate finanziarie, procede a vendere privatamente i diritti a Radio Città, quando una procedura pubblica, aperta e trasparente, potrebbe generare maggiori introiti?

Perché si vuole impedire alle altre realtà private presenti nel territorio una possibilità di crescita, quando non si perde occasione per ripetere l’impatto positivo della società di Basket sulla realtà sociale ed economica?

Perché si vogliono così penalizzare professionalmente i tanti dipendenti delle altre radio private? (si pensi che Radio Prima Rete non viene neppure invitata alle conferenze stampa)

Radio Prima Rete ritiene che in tale comportamento vi siano forti anomalie ed illegittimità, che minano profondamente l’immagine pubblica della stessa Scavolini Basket, e per questo motivo chiede pubblicamente a quest’ultima di liberalizzare le trasmissioni radiofoniche per l’anno in corso e di aprire già da ora un bando di gara per l’assegnazione dei diritti radiofonici della prossima stagione. Per questi motivi chiede formalmente ai soggetti pubblici (Provincia e Comune), che tanto si sono prodigati a favore della società, di farsi tramite con la stessa per la salvaguardia di un interesse pubblico alla concorrenza e al libero mercato.

Chiede pubblicamente agli imprenditori privati, che hanno legato il loro nome a quello della Scavolini Basket, di voler intervenire, anche a salvaguardia del loro buon nome, per garantire trasparenza e chiarezza.

 

Radio Prima Rete - Prima Pagina Marche

 

Pesaro, 12 Ottobre 2011

 

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