Speciale Flanger: il ritorno dei Blur

Speciale Flanger: il ritorno dei Blur

'The Magic Whip' è il primo album dopo tredici anni per la band di Oxford

di Luca Petinari

Ormai non ci sperava più nessuno in un nuovo album dei Blur, figurarsi che fosse pure bello. 'The Magic Whip' è l'ottavo lavoro in studio per la band capitanata da Damon Albarn, il primo dopo tredici anni ('Think Tank') mentre ne sono passati addirittura sedici da '13', l'ultimo tutti insieme (Graham Coxon abbandonò momentaneamente la band all'inizio degli anni duemila). Nel mezzo, un paio di singoli nel 2013 (The PuritanUnder The Westway).

La storia di 'The Magic Whip' è ormai nota e capitolo integrante della carriera dei Blur: dopo la cancellazione di un festival in Giappone nel 2013, i quattro approfittarono della permanenza in terra nipponica per effettuare le registrazioni. Da Tokyo si spostarono ad Hong Kong, dove in soli cinque giorni di studio diedero alla luce questa nuova creatura uscita poi a due anni di distanza, poiché Albarn pubblicò nel 2014 il suo album solista 'Everyday Robots'.

L'album è stato annunciato a febbraio di quest'anno tramite una conferenza stampa in live streaming (questa fu resa nota sui social tramite un countdown sul loro sito) direttamente da un ristorante giapponese (!) di Londra e con Zane Lowe, ex-conduttore della BBC Radio, a fare da relatore. Qui furono esplicati i dettagli dell'album e annunciata anche una data ad Hyde Park a luglio.

Tra le varie informazioni inerenti all'album, molto curiosa quella in cui Damon Albarn, Alex James, Graham Coxon e David Rowntree dicono che 'The Magic Whip' "suona come David Bowie nel periodo berlinese". E queste sonorità un po' glam ed elettriche si possono facilmente udire in brani come Pyongyang e There Are Too Many Of Us, così come non mancano canzoni di mestiere come I Broadcast e Ong Ong. L'album in realtà si fa molto trascinare dalla personalità di Albarn e da tutti i suoi progetti paralleli: Thought I Was A Spaceman ha una meravigliosa aura trip hop da Gorillaz, mentre Ice Cream Man sembra uscire direttamente dall'album solista del leader dei Blur.

Nonostante un ruolo più marginale per Alex James e il suo basso, emerge invece l'elettricità in più di Coxon. I quattro di Oxford sono partiti a inizio carriera da suoni baggy e slanciati, passando e trovando fortuna nel periodo britpop e riadattandosi a suoni più "sporchi" e da alt-rock americano successivamente. Hanno saputo sempre adattarsi al tempo che stavano vivendo e questo gli ha permesso di sopravvivere garantendo una certa longevità. 'The Magic Whip' suona esattamente come un album dei Blur passati i quaranta. Di anni dalla Battaglia Britpop con gli Oasis lanciata dall'NME ne sono passati venti invece: ripensarci oggi, a tale confronto, viene solo da sorridere.

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