Speciale Flanger: East India Youth

Speciale Flanger: East India Youth

L'album della settimana è il secondo LP ad opera dell'architetto del suono londinese

di Luca Petinari

Un EP ad attirare l'attenzione, un album d'esordio a confermarne le capacità e tanta gavetta dal vivo: è questa la cultura del volume di William Doyle, meglio noto (almeno nei circuiti musicali) come East India Youth. E' passato solo un anno da Total Strife Forever, lampante LP d'esordio per questo giovane londinese che fa il verso ai Foals. Ma tanto gli è bastato per guadagnarsi una firma con la XL Recordings (Radiohead, Vampire Weekend e FKA Twigs tra i tanti) e dare alle stampe il sophomore Culture Of Volume.

Si autodefinisce un architetto del suono e un giardiniere della canzone, William Doyle, che tra le sue muse ispiratrici segnala un interessante mix tra presente e passato, tra sperimentazione e suoni pop: Tim Hecker e Brian Eno sono i nomi a cui fa più riferimento. In realtà poi ci troviamo tantissimi altri elementi che rendono onore alla parola cultura che prende parte nel titolo del suo nuovo album: si spazia dal clubbing inglese di matrice techno, all'elettronica dei Kraftwerk, fino alla musica cosmica dei Tangerine Dream.

E proprio una overture di scuola tedesca sembra invadere la prima traccia di Culture Of Volume, The Juddering. Un loop modulare di synth che si innalza fino a far fluttuare l'ascoltatore, trascinandolo verso il percorso del disco. Rispetto al precedente, East India Youth in questo LP risulta essere meno astratto e più concreto. Senza perdersi in tentativi e abbozzi, l'album trova pezzi cardine come Turn Away e la strumentale Entirety, dove ganci pop e cassa dritta la fanno da padrona. Tutto senza mai perdere quella vena sperimentale che caratterizza la parte finale di Culture Of Volume: si prendano ad esempio i sei minuti di Carousel, una suite ambient che comprime ciò che in precedenza avrebbe richiesto almeno due brani in scaletta.

Ci si può perdere nei dieci minuti di durata di Manner Of Words, ma l'ascolto è facilitato da una solida struttura dei brani, messi in fila con senso logico uno dietro l'altro per poter permettere a chi ascolta di godere appieno di questo bellissimo prato curato e arredato dal giardiniere della canzone East India Youth.

Clicca qui per riascoltare la puntata di Flanger.

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