Spazio Popolare Malarlevèt, dopo il presidio: "Non ci sono scuse, è un infimo attacco politico"

Spazio Popolare Malarlevèt, dopo il presidio:

Dopo la chiusura della sede di via Leoncavallo e la manifestazione di ieri mattina, seguirà una seconda assemblea pubblica mercoledì 18 alla biblioteca delle Cinque Torri alle ore 21

di Spazio Popolare Malarlevèt Pesaro

Questa mattina (ieri, ndr) ci siamo presentati sotto il palazzo del Comune per avere spiegazioni e risposte riguardo la chiusura dello Spazio, quello che abbiamo trovato è stato un palazzo vuoto.

Nascondendosi dietro polizia, carabinieri e un responsabile tecnico, i referenti politici non hanno dato una risposta, soltanto vaghe promesse, di cui conosciamo bene le logiche.

Esse sono usate solitamente per lasciare trascorrere il tempo, che fa scemare l’attenzione nel dibattito pubblico, credendo cosi di chiudere l’esperienza di autogestione e di cittadinanza attiva in città.

Abbiamo potuto avere un confronto solo con la dirigente comunale paola Nonni, che ci ha comunicato che è ancora da individuare un referente politico con cui confrontarci . In realtà di referenti politici ce ne sono, e Non sono da individuare come ci dicono. Il sindaco Matteo Ricci, tutta la sua giunta e nello specifico l’assessore alle politiche giovanili sociali Mila Della Dora .

Questo è un infimo attacco politico, dimostrato dal fatto che è stato sigillato uno spazio di attivismo e lotta illecitamente. La loro scusa non regge. Le chiavi sono state consegnate da una persona della gestione precedente alla nostra, e non da un referente dell’associazione con gestione legale attuale dello spazio. ,

Tutta questa situazione è assurda e il comportamento del Comune è inaccettabile perché stando ai documenti già consegnati in passato l’amministrazione sa chi è l’attuale referente.

Viene usata la scusa dei problemi strutturali per arrivare all’eliminazione dell’unico spazio di socialità e politica dal basso in città. Ci è stato dichiarato dalla Nonni che il Comune è interessato alle attività svolte dallo spazio ma stando ai fatti da sabato mattina ci hanno impedito di portarle avanti. Oltre a questo, non informandoci dei sigilli ci hanno impedito di usufruire del nostro materiale.

Quello che pensiamo è che hanno smesso di accettare la critica e il dissenso prodotti dai vari comitati che in quel luogo hanno trovato sempre il benvenuto, magari proprio perché escono dalle logiche dal partito che da sempre amministra la città.

Perché opposte alle direttive di devastazione e saccheggio che il medesimo partito nazionale promuove.

L’amministrazione PD in un tempismo tremendo chiude gli spazi ai antifascisti e lascia simultaneamente l’agibilità politica a realtà come Casapound dichiaratamente neofascista.

Dovete assumervi le responsabilità delle vostre azioni.

Chiediamo che ci vengano restituite le chiavi dello spazio per riprendere subito le nostre attività, chiediamo risposte e un confronto politico sociale pubblico da cui escano concrete soluzioni entro e non oltre tre giorni, quindi entro e non oltre giovedì 19.

Chiamiamo una seconda assemblea pubblica mercoledì 18 alla biblioteca delle Cinque Torri alle ore 21

GIU’ LE MANI DAL MALARLEVET

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