Secondo weekend al 70° Festival Nazionale d'Arte Drammatica

Secondo weekend al 70° Festival Nazionale d'Arte Drammatica

Prosegue la presentazione degli spettacoli in concorso al 70° Festival dei GAD

La quarta commedia in concorso al Rossini, venerdì 13 ottobre alle 21, sarà Una sola storia della scrittrice argentina Elita Romano. E' il secondo testo moderno (dopo Credo in un solodio); un atto unico, contenuto nel tempo, ma davvero intenso che emana, grazie alla bravura degli attori, calore umano a non finire.  Viene portata in scena dall’Associazione  Trinacria di Siracusa, esordiente al nostro Festival, con una scenografia  ridotta all'osso; tutto è nella grande forza espressiva degli interpreti.

È la vicenda di una famiglia borghese di un paese dell'Agrigentino, succube a ferree leggi di vita, immutabili nel trascorrere del tempo, come accadde sovente nel nostro sud. I personaggi finiscono per trovarsi in una situazione caratterizzata da attese, rimpianti, indecisioni e, soprattutto assolutamente soli. Il farmacista vive combattuto fra l'amante e la consorte che, a sua volta, è in balia dell'ansia che non l'abbandona neppure nottetempo. Anche l'amante si sente talmente sfiduciata da rifiutare di sposare il farmacista, ciò che potrebbe realizzarsi quando questi rimane vedovo. Il figlio del farmacista, cresciuto in collegio, privato dell'amore paterno, rivive la stessa storia familiare.  Un lavoro assai coinvolgente in un groviglio di sentimenti.

Per gli Incontri con l'autore, sabato 14 ottobre alle 17.30 nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini, assisteremo ad una conversazione dello scrittore Gian Domenico Mazzocato, che torna a Pesaro su invito del Circolo di lettura sulla drammaturgia italiana contemporanea. All'oratore è stato assegnato il Premio all’Autore rappresentato al Festival, in occasione della 67ª edizione (2014), per lo spettacolo "Mato de Guera", portato in scena da "Il Satiro Teatro" di Padernello di Treviso, con un’eccellente interpretazione di Luigi Mardegan.  Questa volta ci racconta la nascita ed il successo della sua opera Il Castrato di Vivaldi - edita nel 2017 da Biblioteca dei Leoni - già nella rosa dei finalisti del Premio Strega.
Dopo il dibattito con il pubblico,  coloro che si accingono ad assistere allo spettacolo in programma alle 21 nello stesso teatro (v. infra), potranno partecipare ad un cocktail rinforzato di saluto allo scrittore, preparato per il Circolo di lettura dall'Istituto Alberghiero Santa Marta.

Per il Festival, sempre sabato 14 ottobre alle 21, viene rappresentata al Teatro  Rossini la quinta commedia in programma, Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, interpretata dalla "Compagnia Avalon di Battipaglia (Salerno), per la regia di Gerry Petrosino.  Si tratta di una farsa nera tipica della Napoli post bellica, in cui si manifesta un comune stato ansiogeno, una certa incapacità di ricostruire quanto è stato distrutto.
Alberto sogna un delitto e si auto-convince che esso sia avvenuto realmente; si affretta, quindi, a denunciare il misfatto, cui consegue l'arresto degli incriminati.  Si accorge, in seguito, di aver preso un abbaglio, ritratta, ma ormai è troppo tardi e la giustizia procede. Nascono  contrasti con il fratello Carlo in una situazione di disistima diffusa, ove predomina il silenzio. Di questo stato d’incomunicabilità è simbolo Nicola, lo zio dei due fratelli, anch'egli ha rinunciato ad aprir bocca ed ha deciso d’abitare in una specie di palafitta, eretta al centro della scena, lontano dalle meschine vicende umane e lì concluderà la propria esistenza.

Sesto spettacolo al Festival è La cameriera brillante di Carlo Goldoni che va in scena al Teatro Rossini domenica 15 ottobre alle 21, con la Compagnia "La Barcaccia" di Verona, per la regia di Roberto Puliero.

La vicenda settecentesca si svolge in una villa veneta, ove era costume, per la borghesia dell'epoca, trascorrere felicemente la villeggiatura.  La cameriera Argentina, serva – padrona che governa con saggezza la villa e protegge le due figlie di Pantalone de' Bisognosi, assediate dagli spasimanti, riesce alla fine pure a conquistare la mano del padrone.  Ad un certo punto prende anche le redini di una compagnia teatrale formatasi, costringendo gli interpreti a sottostare ai suo diktat.  Argentina da semplice servetta quale era, assurge così a brillante protagonista di tutta la troupe immersa negli svaghi teatrali.

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