Riduzione rimborso accise per l’autotrasporto: inaccettabile per la categoria

Riduzione rimborso accise per l’autotrasporto: inaccettabile per la categoria

Confartigianato Trasporti tiene il summit ad Ancona, sullo sfondo un nuovo fermo; ieri a Roma richiesto un incontro urgente con il Ministro De Micheli

Confartigianato Trasporti, affermano il presidente ed il segretario Regionale Elvio Marzocchi e Gilberto Gasparoni, ha riunito ad Ancona gli imprenditori dell’autotrasporto per decidere le iniziative da attuare in difesa degli accordi sottoscritti con il precedente Governo che stabiliva il mantenimento dei rimborsi delle accise per il triennio 2019-2021. Ieri il comitato di Presidenza dell’UNATRAS, convocato dal presidente di Confartigianato Trasporti Genedani,  ha sollecitato un incontro urgente con il neo Ministro De Michelis, per evitare sul nascere strategie che potrebbero portare ad un ulteriore indebolimento dell’autotrasporto italiano e quindi al conseguente fermo del settore. Le imprese marchigiane dell’autotrasporto e della logistica, 4.000 con oltre 14.000 addetti, non sarebbero in grado di reggere un aumento dei costi del gasolio, causato dalla riduzione dei rimborsi delle accise e per questo si richiede un concreto confronto con il Governo, al quale è stato nuovamente richiesto l’introduzione dei costi di riferimento in maniera trasparente, la fissazione di tempi di pagamento certi, il finanziamento del fondo per gli investimenti ed il controllo sugli abusi commessi dai vettori esteri che non rispettano le normative sul cabotaggio. Confartigianato ricorda che il 19 settembre scorso è apparsa la bozza di un Decreto Clima sugli incentivi per la riduzione dell'inquinamento, che potrebbe progressivamente eliminare i sussidi definiti ambientalmente pericolosi, tra cui la riduzione dei rimborsi sulle accise per i veicoli industriali, da ridursi progressivamente, fino a una totale eliminazione, che, secondo il Governo, in modo diretto o indiretto incentivano l'uso di prodotti ritenuti dannosi per l'ambiente, tra cui il gasolio. In concreto per l'autotrasporto, ciò significherebbe intervenire sullo sconto alle accise che viene erogato trimestralmente alle imprese che usano veicoli industriali con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate e motori Euro 3 o superiori. Il testo diffuso prevede la riduzione del 10% dal 2020, con eliminazione completa entro il 2040.   Per Confartigianato Trasporti nel ricordare che per tale sconto lo Stato impiega 1,4 miliardi di euro l'anno, riducendo il gap dei costi di esercizio esistente fra i trasportatori italiani e quelli europei, il provvedimento sarebbe un clamoroso errore per lo Stato e sarebbero inaccettabili per l’autotrasporto, fortemente soggetto alla concorrenza dei vettori esteri. Confartigianato Trasporti propone da tempo un'alternativa: finanziare l’acquisto di veicoli nuovi in sostituzione di quelli vecchi che dovrebbero essere rottamati e quindi tolti dalla circolazione, che sono anche quelli che inquinano di più.   In questo modo, si spingerebbero le imprese a rinnovare il parco circolare, con un evidente vantaggio per l'ambiente avvantaggiando anche l'automotive e lo Stato, che incasserebbe l'Iva su ogni veicolo di nuova generazione acquistato e riducendo il consumo di carburante per la migliore efficienza dei nuovi veicoli anche con carburanti green..

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