Ricci: «Società post-covid al bivio tra voglia di rinascita o rancore, noi sindaci al fianco di Segre nella battaglia contro l’odio»

Ricci: «Società post-covid al bivio tra voglia di rinascita o rancore, noi sindaci al fianco di Segre nella battaglia contro l’odio»

Presentato il nuovo libro con Carofiglio ed Ercoli nel cortile di Palazzo Toschi Mosca

«I prossimi mesi saranno un bivio tra speranza o paura, chiusura o apertura, voglia di rinascere o un’altra stagione di rancore sociale». Lo dice Matteo Ricci a Palazzo Toschi Mosca, presentando il suo nuovo libro ‘Vincere l’odio. Prima e dopo il coronavirus’ (All Around) con la filosofa Lucrezia Ercoli e lo scrittore Gianrico Carofiglio (in collegamento video). La prefazione del volume è firmata da Liliana Segre. Rivela il sindaco: «Ho cominciato a lavorarci sopra lo scorso dicembre, dopo la manifestazione a Milano con i 600 sindaci a sostegno della senatrice a vita. La spinta si è rafforzata soprattutto grazie a lei, che mi ha concesso lo straordinario dono della sua prefazione. E’ un atto d’amore verso Pesaro, città a cui è profondamente legata. E rappresenta un segnale di vicinanza a tutti i primi cittadini». Tra aneddoti e storie personali, Ricci ripercorre «le battaglie contro l’odio portate avanti da amministratore, la lotta contro il razzismo». Richiamandosi, tra l’altro, alla sua famiglia e all’esempio del nonno minatore a Charleroi. Citando i suoi supereroi, ovvero «Fastiggi, De Sabbata, Cecchi, Corbucci e tutti gli altri partigiani della provincia di Pesaro e Urbino». Narrando la vicenda di Mark, profugo di Sarajevo, accolto a Pesaro dall’associazione ‘Time for Peace’ e ospitato per tre mesi, da ragazzo, a casa sua. Nel mezzo della gestazione «è cambiato tutto con il coronavirus». Così il libro include un dialogo con la direttrice artistica del festival Popsophia: «Con Lucrezia Ercoli ci interroghiamo sul tipo di società che verrà dopo il covid. Questa fase ha cambiato il nostro modo di vivere e ha rimesso in fila la scala di valori. Si apre un periodo di grandi incognite: viviamo la più grande crisi dai tempi del Dopoguerra». Osserva il sindaco, incalzato dalla moderatrice Micaela Vitri:  «Se arriveranno nelle tasche dei cittadini velocemente le risorse stanziate dal governo e ci sarà una ripresa, forse potremo avere le basi per una stagione di rinascita». Nel volume è riportata la frase di Francesco Guccini: ‘Dopo la guerra c’era una voglia di ballare che faceva luce’. «Spero che questo sarà lo scenario – l’auspicio di Ricci -. Ma potrebbe anche essere, invece, che la rabbia sociale porti a mesi di nuove divisioni. Vedo i rischi di una frammentazione ulteriore della società e sono preoccupato per l’autunno». L’analisi del sindaco: «Abbiamo riscoperto il valore della sanità pubblica. E ci siamo resi conto della fragilità umana. Tutti sono uguali di fronte al virus. Che non guarda al colore della pelle, né all’etnia o alla ricchezza di un Paese». Tuttavia «l’emergenza ci ha separato e non sappiamo quanto durerà il distanziamento sociale. Potrebbe essere una parentesi o una fase non breve. Per questo è difficile programmare il futuro. Il nemico sarà l’altro, nella dinamica del tutti contro tutti?». L’odio come elemento antico, ma che si rinnova: «La lettera di minacce che ho ricevuto a casa? Probabilmente è stato il frutto di quello che si è generato nel terreno dei social network. Se monta l’odio, si crea un piano inclinato che travolge la società. Lo abbiamo visto anche in altre fase storiche. Noi continueremo a batterci per la rinascita materiale e culturale». Dice Lucrezia Ercoli: «Non possiamo limitarci a guardare indietro, ora dobbiamo costruire un percorso. Siamo stati abituati a pensare che tutto fosse già stato scritto, in base a quello che prima era successo. Adesso siamo chiamati a orientare di nuovo le nostre energie. Il libro entra nel tempo della catastrofe. Che però è anche il momento in cui nascono nuove idee. Vincere l’odio non è l’approdo: piuttosto l’ideale regolativo, la bussola che orienta un viaggio. Ci sono battaglie che sono state vinte. Ma ancora non è vinta la guerra». Secondo Carofiglio, «l’odio è un veleno pericoloso per la società, attraente per molti. Ha l’effetto di una sostanza stupefacente, produce gratificazione immediata che molto presto cessa. E’ un anestetico della coscienza individuale e collettiva. Dobbiamo invece immaginare una società della responsabilità, dove la prospettiva è la costruzione della città futura. Non bisogna mai lasciare che una crisi vada sprecata, può essere un’opportunità». Ai venti presenti nel cortile di Palazzo Toschi Mosca con dispositivi di protezione, distanziati per motivi di sicurezza, copia del libro con donazione al fondo ‘Sos Pesaro’ per le famiglie pesaresi in difficoltà.

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