Rapinata dall'informatico: arrestato insieme alla banda

Rapinata dall'informatico: arrestato insieme alla banda

Si era intrufolato con un pretesto in casa di una cliente assieme a tre complici. Condannati da un anno a un anno e mezzo di reclusione

Nella giornata del 25 maggio, personale della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile e l’Ufficio Volanti della Questura di Pesaro, ha tratto in arresto quattro stranieri, di età compresa fra i 27 ed i 28 anni, residenti in provincia di Bologna, nella flagranza del reato di furto aggravato in concorso fra loro.

In particolare, attorno alle ore 12 ieri, il cittadino polacco Pikula Davide ed il cittadino montenegrino Aja Sedat, si presentavano presso l’abitazione di una signora pesarese, ubicata nella zona mare. Nella circostanza Pikula Davide, esperto informatico che già in passato aveva effettuato delle riparazioni al personal computer della predetta, con un un pretesto, riusciva a convincerla a farli entrare nell’appartamento.

Una volta all’interno, mentre Adja con consumata abilità distraeva la donna,  Pikula apriva la porta ad un complice, il libanese Mourad Raouf, incaricato di consumare il furto.

A quel punto la signora, che iniziava a nutrire dubbi circa le reali intenzioni dei due ospiti, si dirigeva per un controllo verso la zona dell’appartamento ove il ladro stava operando, incrociandolo proprio mentre questi, arraffati numerosi preziosi, imboccava l’uscita dandosi alla fuga.

La signora, a quel punto, allertava il 113, richiedendo l’intervento di una volante. Gli operatori dell’Ufficio Controllo del Territorio, prontamente intervenuti, insospettiti dalla presenza e dall’atteggiamento dei due ospiti, i quali rimasti sul posto fingevano sorpresa e sconcerto per quanto accaduto, decidevano di accompagnarli presso la Questura per gli approfondimenti del caso.

Contestualmente due agenti della Squadra Mobile, che si trovavano nei pressi in quanto impegnati in un servizio per la prevenzione dei reati contro il patrimonio, informati dell’avvenuto furto, iniziavano le ricerche del ladro, individuando non lontano dall’abitazione in questione due soggetti, uno dei quali risultava essere il su citato Mourad, mentre l’altro veniva identificato per Adja Robert, fratello di Sedat, conducendoli anch’essi in Questura.

I quattro, messi di fronte ad una serie di evidenze, tra le quali il bottino, consistente in gioielli ed orologi per un valore di oltre 70mila euro, nonché attrezzi da scasso, fra i quali un rampino per scalare balconi, rinvenuti in una fiammante vettura Mercedes, di grossa cilindrata, a loro riconducibile, parcata nella stessa zona, prima cadevano in numerose contraddizioni ed infine confessavano di aver ordito ed eseguito insieme il colpo.

Per tale motivo venivano tutti tratti in arresto e nella giornata di ieri, sottoposti a giudizio con rito direttissimo, venivano condannati a  pene da  un anno ad un anno e sei mesi di reclusione. La refurtiva, interamente recuperata, veniva riconsegnata alla legittima proprietaria.

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