Presentato il nuovo Piano Sociale Regionale 2019/21. Comuni sempre più uniti verso una gestione condivisa e di collaborazione

Presentato il nuovo Piano Sociale Regionale 2019/21. Comuni sempre più uniti verso una gestione condivisa e di collaborazione

E’ stato presentato questo pomeriggio, presso la sala Ipogea della Mediateca Montanari di Fano, il nuovo Piano Sociale Regionale 2019/2021 il cui iter di approvazione si sta ormai concludendo in consiglio Regionale. Un piano che va verso una metodologia di lavoro che prevede la collaborazione, la rete e la gestione associata

“L’intenzione del Comune di Fano – ha spiegato l’assessore al Welfare di Comunità, Dimitri Tinti -, come comune capofila, è quella di rilanciare l’Ambito Territoriale Sociale 6. Come ben chiaro nel nuovo Piano Sociale Regionale, lavoreremo sempre di più in ottica sistemica, con una programmazione coordinata con tutti i 9 comuni del nostro ambito(Fano, Fratte Rosa, Mondavio, Monte Porzio, San Costanzo, Mondolfo, Pergola, San Lorenzo, Terre Roveresche). Fano porta inoltre una dote importante di circa 5 milioni di euro, risorse che andranno spese a seguito di una progettazione condivisa, affinché i bisogni di tutto il territorio vengano soddisfatti da risposte puntuali e concrete. Per agevolare questa nuova visione condivisa e questo nuovo approccio al territorio il comitato dei Sindaci, che è l’organo che prende le decisioni all’interno dell’Ambito, si sta già riunendo a cadenza mensile, ogni volta in un Comune diverso”.

 “C’è un vero e proprio cambio di passo – ha sottolineato la Coordinatrice d’Ambito, Roberta Galdenzi -, i nuovi Ambiti Sociali, oltre a luogo della progettazione e programmazione, diventano anche sede di gestione. L’Ats 6 come anticipato dall’assessore, porta in dote un bilancio da 5 milioni di euro annui, che diventano risorse le quali verranno in parte trasferite ai vari comuni che le potranno gestire autonomamente ma che nella maggior parte saranno nelle disponibilità dell’Ambito Territoriale Sociale 6 che le gestirà come ente unico. L’Ats dovrà quindi essere sempre vigile e presente per capire le varie esigenze del territorio e trovare soluzioni adeguate”.

Piano Sociale Regionale che cerca quindi di riordinare la complessità di un sistema che è sempre stato fortemente basato sull’autonomia dei singoli comuni, cercando una linea di equilibrio tra le diverse parti, cosi che tutti, da nord a sud, abbiano le risorse necessarie di cui necessitano.

“Tra le novità - ha aggiunto il dirigente dei Servizi Sociali, della Regione Marche, Giovanni Santarelli -, vediamo che la Programmazione Europea Fse per la prima volta nel settennio 2014/20 ha inserito una specifica voce ai servizi sociali che ci ha permesso di reperire oltre 40 milioni di euro. Noi li abbiamo utilizzati per rafforzare gli Ambiti, incrementare le detrazioni del personale e il servizio infanzia. Il Governo ha inoltre rafforzato capacità di intervento sia in termine di programmazione su alcune linee come il Reddito di Cittadinanza, ex rei  e il fondo di non autosufficienza che hanno dato alle regioni metodologia di lavoro oltre che ulteriori disponibilità. Questo ci ha permesso di delineare politiche importanti tra regioni stesse tra cui la lotta alla povertà. Terzo importante elemento è l’integrazione con la sanità: abbiamo potuto integrare linee di intervento su temi quali la disabilità e le tossicodipendenze utilizzando fondi sanitari e integrando le rispettivi programmazioni che fanno capo agli ambiti ma anche ai dipartimenti dipendenze con i quali c’è un’ottima collaborazione”.

La presentazione di oggi, è stata un’occasione di confronto e di condivisione molto partecipata tra enti pubblici, enti locali e soprattutto i vari soggetti privati del sociale e del terzo settore.

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