Pesaro, venerdì alle 21:00 presso la Fondazione XXV Aprile verrà proiettato il film documentario su Claudio Cecchi

Pesaro, venerdì alle 21:00 presso la Fondazione XXV Aprile verrà proiettato il film documentario su Claudio Cecchi

Ultima di 6 proiezioni nell'ambito della rassegna "Biografie della memoria"

di Ufficio Stampa

Venerdì 10 maggio, alle ore 21, nella sala conferenze della Fondazione XXV Aprile (via Salvadori 17, Pesaro) verrà proiettato il film documentario “Con la sua cartella di cuoio. Claudio Cecchi, un intellettuale nella Guerra di Liberazione”  (ingresso gratuito) per la regia di Gianfranco Boiani e ricerca storica di Giorgio Bianconi, nell'ambito della rassegna "Biografie della memoria".

Si tratta dell'ultima di 6 proiezioni organizzate dalla Fondazione XXV Aprile in collaborazione con Anpi, Arci, Iscop, Biblioteca Bobbato, Udi, associazioni "Partenia" e "Battaglia di Paravento" con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, curate dal circolo culturale "Eidos". Alla serata interverranno Carlo Niro (presidente della Fondazione XXV Aprile), Giuseppe Scherpiani (presidente emerito dell'Anpi Pesaro e Urbino), lo storico della resistenza Giorgio Bianconi, il regista del film Gianfranco Boiani, per concludere con "canzoni resistenti" con Adrio Fiorucci (Gatonegro) chitarra e voce e Arnaldo Vandini (Gatonegro) basso e voce.

Il film“Con la sua cartella di cuoio. Claudio Cecchi, un intellettuale nella Guerra di Liberazione” ricostruisce la biografia di uno dei maggiori protagonisti delle Resistenza nella provincia di Pesaro e Urbino. Claudio Cecchi (1922-2013) era nipote dell’esploratore Antonio Cecchi e figlio dell’ambasciatore Gino Cecchi, che era stato perseguitato dal regime e costretto ad emigrare in Francia. Claudio compì gli studi liceali a Grenoble e si laureò giovanissimo in giurisprudenza all’Università di Parigi. Tornato in Italia, dopo l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943, venne chiamato ad unirsi alla nascente Resistenza nel pesarese e quindi nominato commissario politico del distaccamento Pisacane della V Brigata Garibaldi Pesaro, che operò tra le montagne del Catria e del Nerone fino al luglio del ‘44.

La formazione partigiana comandata da Cecchi ebbe un ruolo decisivo in due rilevanti episodi bellici, la battaglia di Vilano (25 marzo 1943), nei pressi di Cantiano, e la battaglia di Paravento (19-20 giugno 1943). Dopo il passaggio del fronte venne nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, incarico che ricoprì solo per pochi mesi, in quanto volle riprendere la guerra di liberazione al Nord Italia fino alla finale disfatta dei nazi-fascisti.

 

“Il film documentario – ricorda il regista Gianfranco Boiani -  si basa su una conversazione con Claudio Cecchi che registrammo nel febbraio 2011 insieme a Giorgio Bianconi. Ci accolse con grande cortesia e disponibilità, girammo oltre un’ora di filmato in cui non raccontò solo le vicende della Resistenza nel pesarese, ma la sua stessa vita a partire dagli studi in Francia, il ritorno in patria, la passione e l’impegno politico, la malattia. Si trattava, in fondo, di un testamento morale che ci aveva consegnato, per cui ho pensato che gli dovessimo proprio questo: trasmetterne la memoria attraverso il film e naturalmente onorane in tal modo la figura e l’eredità ideale. Le sue parole sono accompagnate dai ricordi di quanti gli sono stati più vicini, in primo luogo i figli Silvia e Giulio Antonio. Alla famiglia va un ringraziamento particolare anche per averci messo a disposizione l’archivio fotografico privato, che abbiamo appositamente digitalizzato e restaurato, inserendo nel film le foto più significative della vita di Claudio. Le parole dei protagonisti sono accompagnate dalla visione dei luoghi in cui si svolsero le vicende narrate, soprattutto i paesaggi straordinari tra le montagne del Catria e del Nerone, riprese negli stessi periodi e con gli stessi colori dei giorni delle battaglie. Le musiche del film (brani di Bach, Beethoven e Mendelssohn) sono a cura di Angioletta Iannucci Cecchi, che ne è anche la bravissima interprete; sicuramente sono brani che Claudio amava".

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