"Pesaro 2030": il sindaco Ricci rilancia il Piano strategico con Giovannini

Vertice in Comune con l’ex presidente Istat: "ripensare modello di sviluppo guardando a Bes e Agenda urbana"

di Ufficio Stampa

Rilancio di Matteo Ricci sul Piano strategico ‘Pesaro 2030’. Il sindaco trova la sponda di Enrico Giovannini, ex presidente dell’Istat e già ministro del Lavoro. Tra i due un’intesa pluriennale sui temi del Bes (Benessere equo e sostenibile, ndr). Rinsaldata nel tardo pomeriggio con il vertice in Comune, davanti ai rappresentanti del gruppo di lavoro coinvolto nella stesura del documento: «’Pesaro 2030’ pensa al futuro in modo concreto – evidenzia Giovannini, portavoce Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) -. Lo sforzo che la città sta facendo si inserisce, a tutti gli effetti, negli obiettivi dell’Agenda urbana 2030. Nel territorio si è deciso da anni di investire negli indicatori del Bes: un passaggio culturale importante, che consente la verifica delle politiche pubbliche. E che ora si sta adottando in altre realtà d’Italia». Aggiornamenti dal sindaco sul Piano strategico: «Nei mesi scorsi ci siamo confrontati con quartieri, associazioni di categoria, sindacati, ordini professionali. Incontri positivi, da cui abbiamo raccolto spunti e proposte. L’impostazione generale è fortemente condivisa: l’obiettivo è portare il documento con gli indirizzi in consiglio comunale entro metà ottobre. Non vogliamo che temi così importanti e strategici rientrino nella dinamica elettorale, dove tutto è strumentalizzabile». Aggiunge Ricci: «Pesaro può dire la sua sulla qualità della crescita e della vita. L’orizzonte è il 2030: possiamo essere tra le città leader in Italia. Magari non ci arriveremo, ma indichiamo la rotta con un disegno concreto». A partire dall’urbanistica: «E’ una delle leve per orientare lo sviluppo. Abbiamo un Prg fuori dal tempo, sovradimensionato. Se faremo un nuovo Piano regolatore, alla fine del percorso, sarà incentrato su semplificazione e flessibilizzazione. E’ una logica urbanistica rivoluzionaria, che fornisce strumenti per trasformare rapidamente le aree costruite. In base alle esigenze che si presentano e all’andamento del mercato». Esempi su via Toscana, via Fermo e Fiera. «Alcune aree artigianali possono diventare anche altro». C’è poi «l’arretramento della ferrovia, partita da giocare ora», che libererebbe l’attuale sedime per «trasporto pubblico elettrico, bici, mobilità sostenibile. ‘Il treno’ è futuristico ma passa adesso». Oltre alla sfide su cultura, sociale, ambiente. Spiega Giovannini: «Ragionare sul 2030 non è esercizio astratto. Per i cittadini, il sindaco è responsabile di tutto, anche di questioni che competono alla Regioni o allo Stato. Il ‘tutto’ è la qualità della vita delle persone. L’Ocse stima che il Pil, nei Paesi sviluppati, crescerà al massimo dell’1.7 per cento all’anno, nei prossimi decenni. Chi insiste con il vecchio modello di sviluppo, a questi tassi, non comprende in che mondo vive». Il nuovo paradigma «non è la decrescita felice, ma un modo diverso di guardare avanti». Sintetizzato con il concetto di ‘utopia’: «Strumento per cambiare la realtà, indicando il futuro», chiude l’ex ministro.  

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