Percorsi d'autonomia per disabili dai “risultati sorprendenti”

Percorsi d'autonomia per disabili dai “risultati sorprendenti”

A Pesaro il convegno conclusivo del progetto nazionale "Noi speriamo che ce la caviamo da soli…" per l’indipendenza nel ‘durante noi’. Aias Pesaro come capofila e Insieme le due realtà cittadine coinvolte. Appuntamento il 17 gennaio nel Palazzo della Prefettura con interventi di esperti e testimoni

Creare forme di autonomia e aggregazione per le persone con disabilità, così da stimolare nuove possibilità cognitive verso il raggiungimento di un maggiore distacco  dalla famiglia. E farlo unendo in una rete di collaborazioni e ascolto reciproco associazioni, operatori e parenti. Venerdì 17 gennaio, dalle 9 alle 13, nella Sala Metaurense del Palazzo della Prefettura di Pesaro, in piazza del Popolo, il progetto ministeriale Noi speriamo che ce la caviamo da soli… si racconta nel suo convegno conclusivo, “L’autonomia nel ‘durante noi’, nuovi percorsi”. Capofila della mobilitazione è proprio una realtà cittadina, Aias – Associazione Italiana Assistenza Spastici, Sezione provinciale Pesaro e Urbino, che negli ultimi due anni ha coordinato il progetto, esteso su 12 regioni italiane, col coinvolgimento di 13 associazioni e il finanziamento del  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per un valore complessivo di 900mila euro. Franco Tonucci, presidente di Aias Pesaro, racconta: “Grazie al progetto quattro dei nostri ragazzi del centro diurno di via XI Settembre hanno avuto la possibilità di condividere spazi e momenti conviviali infrasettimanali, trascorrere week end ‘lontano da casa’ tra visite a musei, partite di bowling, gite, eventi sportivi. Il beneficio per le famiglie e per i figli è pienamente positivo –  spiega il presidente dell’associazione – Ora vogliamo continuare le attività, per farlo abbiamo già acquisito una struttura esterna grazie ad un progetto. Avanti tutta, l’autonomia è un diritto universale e un valore prezioso". Coinvolta anche un’altra associazione pesarese, Insieme, che ha dato vita a un’esperienza di coabitazione nell’appartamento della Fondazione Noi:Domani. Qui i beneficiari hanno curato la gestione della casa e praticato attività di socializzazione fondamentali per lo sviluppo neurologico. I risultati di Noi speriamo che… sono raccolti nel fascicolo delle Linee guida, così da poter replicare l’esperienza anche in altre parti d’Italia. A curarlo, il comitato scientifico coordinato da Angela Genova, ricercatrice dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, che spiega: “Avviare progetti di autonomia innesca cambiamenti anche inaspettati nelle persone con disabilità. Di fronte agli stimoli per l’indipendenza, abbiamo visto sviluppi sorprendenti. Nuove possibilità si sono aperte anche per genitori e operatori. È emersa la necessità di lavorare molto nella propria comunità territoriale, che non è sempre pronta ad includere le persone disabili coinvolte in percorsi d’indipendenza – continua Genova –  I genitori hanno bisogno di continuità. Sono pronti a delegare l’assistenza dei propri figli, purché in azioni continuative e strutturate”.
52 i beneficiari diretti del progetto esteso in tutta Italia, altri 208 quelli che hanno partecipato al processo di indagine. 158 volontari e 26 gli operatori coinvolti (per info www.celacaviamodasoli.it). CSV Marche ha fornito assistenza tecnica al percorso. Intervengono al convegno anche Simone Bucchi, Direttore della fondazione Noi:Domani, Andrea Canevaro dell’Università di Bologna, la ricercatrice dell’Inapp Sabina Polidori. Coordina Marzia Lorenzetti, presidente di Ordias Marche. Incontro valido all’attribuzione dei crediti formativi per gli assistenti sociali.

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