Movimento imprese anno 2017: permane il segno meno

Movimento imprese anno 2017: permane il segno meno

Nella provincia di Pesaro e Urbino, nell’anno 2017, il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino rileva una flessione pari a -146 imprese al netto delle 185 cessazioni d’ufficio

Le tensioni che da diversi anni affliggono l’intero sistema economico non sembrano ancora allentare la morsa ed anche quest’anno l’anagrafe camerale registra un segno negativo nonostante alcuni timidi segnali di ripresa dall’economia nazionale.

Nella provincia di Pesaro e Urbino, nell’anno 2017, il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino rileva una flessione pari a -146 imprese  al netto delle 185 cessazioni d’ufficio, ovvero quelle cancellazioni effettuate direttamente dal Registro Imprese quando le imprese perdono i requisiti di legge per l’iscrizione.

Nello stesso periodo sono infatti nate 2.018 imprese contro 2.349 cessazioni per un tessuto imprenditoriale provinciale che comprende 40.748 imprese. In termini relativi nella provincia di Pesaro e Urbino si è registrata una flessione minima del tasso di crescita del -0,36% rispetto ad un incremento del tasso regionale del +0,28% e del tasso nazionale del  +0,75%.

“E’ un dato negativo – commenta il Segretario Generale Fabrizio Schiavoni – che giunge purtroppo inatteso, visto l’andamento del secondo e terzo trimestre del 2017. Pesaro e Ancona concludono il 2017 con un saldo negativo, mentre Ascoli Piceno, Macerata e Fermo fanno segnare lievi aumenti. Nel complesso, tuttavia, la Regione Marche è tra le regioni italiane con un aumento tra i più bassi del proprio patrimonio imprenditoriale.”

Sulla base dell’analisi settoriale hanno registrato una flessione i settori agricoltura, silvicoltura e pesca con -115 imprese (con uno stock di 5.521 imprese), prodotti in metallo -18 (870), mobili -2 (1.185), commercio -103 (9.194), costruzioni -98 (5.691), trasporto e magazzinaggio -9 (1.225), attività finanziarie e assicurative -3 (686) Segnali positivi provengono invece dai servizi di alloggio e ristorazione +35 (2.983), le attività immobiliari +8 (2.566).
L’artigianato registra una flessione pari a -128 unità per una consistenza di 11.139 imprese e rappresenta il 27,3% dell’intero sistema imprenditoriale della provincia.

Le dinamiche relative alla natura giuridica delle imprese consolidano il rafforzamento strutturale del sistema provinciale con +275 società di capitale (10.169), -133 società di persone (8.905), -298 imprese individuali (20.889) e +10 altre forme (785).

“Le difficoltà che ancora pesano sul sistema economico, conclude il Presidente Drudi, e l’elevata incertezza circa i tempi e l’intensità della ripresa economica rimangono tuttora fonti di rischio per un sistema che resiste da molti anni ed incontra difficoltà ad imporsi e consolidare la propria posizione. Tuttavia le imprese continuano a nascere, frutto della vocazione imprenditoriale che da sempre caratterizza il nostro territorio, ma si scontrano inevitabilmente con un mercato interno incapace di garantire consumi e occupazione. Dobbiamo quindi come Camera di Commercio e rappresentanze imprenditoriali proseguire nello sforzo congiunto di sostegno alla impresa e ricerca di nuove soluzioni che possano aiutare i nostri operatori a superare l’attuale congiuntura ed affrontare le nuove sfide di mercati sempre più competitivi.”

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