Mercatone Uno, Ricci: «In prima linea con i lavoratori»

Mercatone Uno, Ricci: «In prima linea con i lavoratori»

Il sindaco: subito lettera a Di Maio per sollecito ammortizzatori sociali. Verifiche con la Regione su possibili interessamenti verso il polo di Pesaro

Vertenza Mercatone Uno: quasi un’ora di confronto per Matteo Ricci in sala rossa con le sigle sindacali (Loredana Longhin, Cgil; Domenico Montillo, Cisl; Fabrizio Bontà, Uil) e i dipendenti dello stabilimento pesarese. Premessa: «Siamo in prima linea e al fianco dei lavoratori. Capiamo la delusione e la preoccupazione, così come la sorpresa per le modalità della comunicazione». Di sicuro, osserva Ricci, «è un partita nazionale. Ma faremo tutto quello che possiamo sul livello locale». Quindi: «La prima cosa è passare dalle parole ai fatti». Ovvero: «Fare in modo che l’apertura che si è registrata al Mise si concretizzi in ammortizzatori sociali nel minore tempo possibile. Si tratta di una boccata d’ossigeno indispensabile: scriveremo subito una lettera di sollecito al ministro Di Maio, concordando il contenuto coi sindacati». Secondo punto: «Il capannone di Pesaro è un’area commerciale di 3500 metri quadri. Appetibile, specialmente dopo che la Regione ha introdotto il limite di 2500 metri quadri per le nuove attività. E tanti gruppi che si sono fatti avanti in passato si sono fermati proprio davanti a questa misura». Inoltre: «Il punto vendita funzionava. E’ in una posizione strategica, non ha ancora concorrenti diretti che hanno aggredito il territorio». Caratteristiche positive, secondo Ricci,  «rispetto agli altri stabilimenti in giro per l’Italia». Oltre al fatto che «il capannone, essendo di proprietà altrui (Vellucci e Ranocchi, ndr), non entra dentro il fallimento. Con la Regione, quindi, se si deciderà di vendere o spezzettare, verificheremo se ci sono gruppi potenzialmente interessati al polo di Pesaro. Che ha caratteristiche differenti e presenta più competitività rispetto agli altri punti vendita». Infine: «Il rischio di atti vandalici o furti nel capannone incustodito sarà segnalato alle forze dell’ordine». Insomma: «L’impegno è su tre fronti. Siamo con i lavoratori. La battaglia continua».

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