La Confcommercio interviene sul tema della responsabilità della crisi del commercio

La Confcommercio interviene sul tema della responsabilità della crisi del commercio

In questi giorni di inizio 2020 assistiamo con preoccupazione, rabbia e rammarico - visitando le nostre Città, i Paesi e i borghi della nostra Provincia - alla chiusura, per cessata attività, di tante attività commerciali e artigiane. Botteghe storiche, negozi tradizionali che lasciano il posto a serrande abbassate e vetrine spente. Spesso intere vie hanno perduto la loro caratteristica vitalità. E spesso decenni di storia e tradizioni si perdono nel silenzio assordante

Chi per anni ha favorito, voluto ed accompagnato la crescita abnorme della grande distribuzione, degli ipermercati, degli innaturali centri commerciali; chi ha agevolato la creazione di questi mostri bruttissimi di cemento con piani regolatori e norme urbanistiche di favore. Chi ha contribuito allo sviluppo incontrollato del commercio on-line, favorendo i giganti internazionali dell'e-commerce non facendogli pagare le tasse in maniera adeguata creando nei fatti una concorrenza sleale vergognosa. Chi a chiacchiere diceva di stare dalla parte dei piccoli commercianti ed artigiani ma poi, nei fatti, li costringeva a pagare di tasse il doppio o il triplo di quanto invece assicurava alle grandi catene del retail e dell'e-commerce.  Chi ha continuato a dare soldi e benefici alle grandi industrie che intanto delocalizzava o portava la sede fiscale all'estero dimenticandosi di sostenere le piccole attività che - sole - rappresentano la vita delle nostre città (certo perché é più moderno ed innovativo garantire milioni di euro per improbabili destinazioni con bandi incomprensibili a favore dei cosiddetti «settori trainanti» dell'industria, che garantire il proprio sostegno al piccolo bottegaio). Chi da anni ha sostenuto - anche nel mondo economico, associativo e giornalistico - che «piccolo non é più bello» non dando risalto, riconoscimento e visibilità a chi ha garantito da sempre la vita delle nostre città e il successo economico del Paese (senza peraltro creare i problemi enormi al sistema bancario italiano garantiti invece dai "bravi" imprenditori osannati dalla politica e dalla stampa).

Ecco, tutti costoro, in questo inizio di 2020 possono dirsi soddisfatti. stanno iniziando a riscuotere il compenso derivante dalla loro indefessa attività.  

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