La Banca di Credito Cooperativo di Gradara del futuro

La Banca di Credito Cooperativo di Gradara del futuro

Il presidente Caldari: "Stiamo ragionando con Rimini Banca per una aggregazione paritaria al fine di rafforzare le rispettive posizioni sul mercato ed ottenere una struttura più solida ed efficiente"

di Ufficio Stampa

Si è parlato di riforma bancaria in atto, di opportunità offerte dai processi aggregativi e di come la Banca di Credito Cooperativo di Gradara stia affrontando questa fase. Con la volontà di essere protagonista del cambiamento senza doverlo subire. L'altro giorno oltre 100 persone, tra soci, clienti e dipendenti della BCC di Gradara, si sono recate al teatro Snaporaz di Cattolica per ascoltare la relazione del presidente Fausto Caldari, coadiuvato nella gestione dell'assemblea dal direttore generale Giovanni Lisotti e dal responsabile Comunicazione e Relazioni esterne Andrea De Crescentini
 
Riforma. <<Le normative Bce, le disposizioni della Comunità Europea, le direttive della Banca d’Italia, le leggi nazionali sulle banche popolari e l’autoriforma del credito cooperativo, hanno modificato l’intero sistema. Questo è un passaggio estremamente delicato che va affrontato da protagonisti, non da comprimari. In questo nuovo sistema la BCC di Gradara vuole continuare ad essere una banca che svolge anche attività extra-bancaria per iniziative sociali, culturali, di prevenzione e cura della salute, di sostegno al territorio, di affiancamento alle Istituzioni>>.
 
Aggregazione. <<L’aggregazione è un fenomeno indicato da Banca d’Italia, sollecitato dalla Bce e sostenuto dal Governo, ed in prospettiva, potrebbe interessare tutte le BCC, perché l’innovazione tecnologica e la necessità di essere competitivi, esigono strutture bancarie più solide ed efficienti. Stiamo ragionando con Rimini Banca per una aggregazione paritaria al fine di rafforzare le rispettive posizioni sul mercato ed ottenere una struttura più solida ed efficiente. Abbiamo pensato di avviare concretamente questo percorso, per essere più competitivi, e per restare al passo coi tempi, chiarendo che questa non è una unione per necessità, ma una nostra scelta strategica. L’unione con Rimini Banca accrescerebbe notevolmente la nostra potenzialità e ci renderebbe altamente competitivi. In questo contesto economico, il concetto “piccolo è bello” non basta più, ma diventa determinante la dimensione. Nascerà una nuova banca che saprà distinguersi nel panorama nazionale, meritandosi autonomia, stima e fiducia operativa. Avrà un patrimonio importante, solidità operativa, capacità professionale, innovazione, organizzazione, grandi idee e progetti, volontà di ascoltare, di migliorare e di crescere. Verrà incrementata l’attività mutualistica, la prevenzione e cura della salute, la collaborazione con le varie istituzioni ospedaliere, con le scuole, con gli enti no profit>>.
 
La banca che verrà. <<La nuova banca si presenta con numeri interessanti: una solidità patrimoniale che sfiorerebbe i 250 milioni, una massa intermediata di 3,5 miliardi con un'ampia competenza territoriale distribuita su 2 province, 2 regioni e 60 Comuni, con 7.070 soci, 300 dipendenti e oltre 43 filiali – conclude il presidente della BCC di Gradara Fausto Caldari – Stiamo lavorando affinchè, per quanto riguarda l'organizzazione ci sia una giusta ed equilibrata rappresentanza negli organi di gestione, e perché diventi una grande opportunità, anche per i dipendenti ed i collaboratori.
 
In questa aggregazione non ci sarà esubero di personale, non ci saranno licenziamenti, ma ognuno potrà scegliere, continuando l’abituale attività, in base alle esigenze della nuova struttura, oppure orientandosi a funzioni più stimolanti. La rete delle filiali sarà articolata in modo da continuare a presidiare tutti i Comuni nei quali le due banche hanno la loro operatività, rafforzando la presenza nelle zone con migliori potenzialità di sviluppo. L’Area Nord, conterà 21 filiali e l’Area Sud, 22 filiali>>.
 
Al termine della relazione sono state numerose le domande dei partecipanti che hanno sottolineato soprattutto la necessità di “mantenere al centro la persona pur con una banca più grande e più digitalizzata”. Esigenze condivise dalla BCC di Gradara tanto che il presidente Fausto Caldari ha rimarcato come <<l'autonomia della Banca di Gradara e la volontà di mantenere al centro dell'azione bancaria le persone siano due punti fermi della aggregazione. Un progetto che non guardi solo ai numeri, ma confermi la nostra dimensione di banca con l’anima>>.
 
 
 
 
 

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