L’importanza del dono raccontata attraverso la storia di Sara Anzanello

L’importanza del dono raccontata attraverso la storia di Sara Anzanello

Nell’ambito dei festeggiamenti per il 75esimo anno dalla fondazione, il Csi organizza venerdì la presentazione del libro “Chiamatemi ancora Anza”, scritto dalla giovane pallavolista stroncata da un linfoma a 38 anni

Il Csi di Pesaro-Urbino (sede in Fano) quest’anno compie 75 anni. Col tempo si sono avvicendanti presidenti, sport e manifestazioni ma c’è una cosa che è rimasta sempre immutata, la voglia di fare promozione sociale oltre che attività sportiva.

 
Ed è proprio perseguendo questa mission che il comitato ha organizzato per venerdì 20 settembre alla Sala Convegni “Comm. Giancarlo Pedinotti” di Palazzo Martinozzi a Fano (Via Arco d’Augusto, n.80), l’evento “Sport, Salute, Donazione” in cui le varie realtà che orbitano attorno Csi (Avis, Aido, Admo) parleranno dell’importanza della donazione di sangue, organi, midollo, ma anche donazione del proprio tempo e delle proprie competenze agli altri, educazione al dono del meglio di sé stessi tramite la pratica sportiva e la valorizzazione dei propri talenti.
 
E una testimonial sportiva che può rappresentare al meglio tutti questi valori è sicuramente Sara Anzanello, campionessa del mondo di pallavolo nel 2002 (per lei 278 presenze in maglia azzurra) stroncata da un linfoma nell’ottobre del 2018 all’età di 38 anni (dopo aver sconfitto l’epatite contratta nel 2013) non prima però di aver lasciato un segno tangibile della sua presenza su questa terra con il libro “Chiamatemi ancora Anza” (Santelli Editore), scritto dalla stessa pallavolista appena le venne diagnosticata l’epatite e uscito nel maggio 2019.
 
La storia di Sara è una storia fatta di grinta, voglia di non mollare e consapevolezza e leggendo libro che sarà presentato in occasione dell’evento, in cui sono riportati aneddoti della sua vita compresi i passaggi post operatori, si può percepire la sua sensibilità e la sua voglia di aiutare gli altri.
 
Ammalatasi di epatite in Azerbaigian e operata d’urgenza al Niguarda di Milano dove ha subito un trapianto di fegato, Sara ha dedicato il resto della sua vita agli altri diventando testimonial di Aido e promotrice della  campagna di sensibilizzazione "Diamo il meglio di noi" oltre che collaboratrice della Gazzetta dello Sport e ideatrice degli “Anza camp” dedicati alle giovani atlete.
 
A moderare l’incontro, al quale parteciperanno anche il babbo e il fidanzato di Sara, sarà Maria Novella Ferri, giornalista sportiva per la Gazzetta dello Sport e altri quotidiani che dialogherà, tra gli altrim anche con Raffaella Calloni, ex compagna di squadra di Sara.
 
“Come Csi – spiega il vicepresidente Giacomo Mattioli - vogliamo regalare alla città un momento divulgativo e di sensibilizzazione. Ascoltare questa storia non può lasciare indifferenti. Sara è l’esempio di come lo sport può aiutarti a superare momenti difficili e di quanto sia importante promuovere la donazione. Sara, sopravvissuta all’epatite proprio grazie ad un trapianto, è riuscita a tornare a giocare diventando un esempio di tenacia senza dimenticarsi dell’enorme dono ricevuto e diventando a sua volta testimonial di eventi di sensibilizzazione. Come Csi crediamo nello sport come strumento educativo pertanto ci sembrava doveroso omaggiare la Fano sportiva e non solo con questo momento informativo  e di riflessione”.
 
L’evento, ad ingresso libero, rientra nei festeggiamenti per il 75esimo anniversario dalla fondazione che culminerà domenica 6 ottobre con una grande festa in piazza XX Settembre.

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