Il versamento diretto delle ritenute da parte del committente. CNA “Norma che danneggia le imprese e rischia di bloccare gli appalti”

Il versamento diretto delle ritenute da parte del committente. CNA “Norma che danneggia le imprese e rischia di bloccare gli appalti”

L’associazione contesta gli effetti del Decreto legge collegato alla legge di bilancio

“Ci adopereremo in tutte le sedi per modificare un decreto incomprensibile e penalizzante per le imprese.
“Il Governo – dice Fausto Baldarelli, responsabile di CNA Unione Costruzioni di Pesaro e Urbino – sta lavorando ad una nuova norma incomprensibile che scarica sulle piccole e medie imprese il peso delle strategie di recupero del gettito fiscale. Ci opponiamo convintamente alla misura prevista nel decreto collegato alla Legge di bilancio 2020, che impone il trasferimento dell’obbligo di versamento diretto delle ritenute alle imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici”. Al riguardo la CNA ha già provveduto ad inviare una lettera al ministro Gualtieri per evidenziare le conseguenze che le aziende inevitabilmente subiranno soprattutto sotto il profilo finanziario, con una evidente sottrazione di liquidità per il pagamento delle ritenute.
Secondo quanto previsto, infatti, dal decreto legge 26 ottobre 2019 n. 124 collegato alla Legge di bilancio 2020, “in tutti i casi in cui il committente affidi a un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori dipendenti impiegati nell’appalto dovrà essere effettuato direttamente dal committente stesso”.
Pertanto, l’appaltatore o il subappaltatore “dovrà fornire la provvista finanziaria necessaria al versamento, nonché i dati utili all’identificazione del personale o, in alternativa, chiedere di compensare tali importi con i corrispettivi fino a quel momento maturati”. Sempre secondo la norma, però, le imprese interessate “non possono compensare crediti verso l’Erario con debiti fiscali e contributivi, senza che sia preventivamente provata dall’amministrazione finanziaria alcuna violazione
fiscale a loro carico”.
“Non ci siamo proprio – conclude Baldarelli – perché si tratta dell’ennesimo aggravio amministrativo. Un onere che complica maledettamente la gestione burocratica delle commesse, con il rischio che si blocchi l’intero sistema degli appalti”. Per questo come CNA a livello nazionale ci stiamo adoperando in tutte le sedi perché questo decreto venga bloccato”.

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