Il sindaco Ricci e il vice Vimini rilanciano dopo il 150esimo: "Pesaro si candida a città europea della cultura 2033"

Il sindaco Ricci e il vice Vimini rilanciano dopo il 150esimo:

Museo Rossini: inaugurazione l’11 giugno con le città creative della musica Unesco. Percorso con testi e video di Baricco

di Ufficio Stampa

Nel giorno del consuntivo del 150esimo, Matteo Ricci rilancia: «Abbiamo deciso di candidare Pesaro a città europea della cultura 2033. Bisogna avere lo sguardo lungo. Vorrei farlo insieme a Urbino, perché sarebbe un unicum molto competitivo. Con Rossini e Raffaello, nel segno dell’Unesco. E’ una grande occasione per la provincia e le Marche». Per questo, «già nelle prossime settimane lanceremo il primo concorso per creare il logo della candidatura. Magari mettendo la scadenza nel periodo del Rof. Spiegando ai tanti che verranno da tutto il mondo per il festival che quello sarà il nostro obiettivo. Ce la giocheremo fino in fondo: in ogni caso indichiamo una direzione, a prescindere dall’esito finale».

Al Pedrotti il sindaco parte dal 1980, «anno del primo Rof».  Spartiacque per una città che «inizia a cambiare, portando il mondo a Pesaro». Per collegarsi, poi, al biennio 2017-2018: «Anni che saranno ricordati come fondamentali per la crescita culturale pesarese. Con un lavoro straordinario, mai fatto prima». Tuttavia, «non un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio verso il futuro». Con il riconoscimento Unesco, «arrivato non a caso, grazie anche alla strategia di alleanze costruite con le altre città creative. In primis Bologna». E la legge speciale sul 150esimo, «che ha messo al centro la città di Pesaro. Cosa che non è avvenuta per le altre leggi speciali, dove il perno è rimasto lo Stato e non le città che hanno dato i natali a Leonardo, Raffaello e Dante. Facendoci promotori della legge, ci è stata affidata la regia delle celebrazioni. Così Pesaro è emersa in ogni occasione mondiale. Un punto che ha fatto la differenza sulla promozione e sulle risorse per gli investimenti». Il sindaco vira sulla formazione, «con il progetto del Campus della Musica». Quindi torna sul turismo: «Ci sono nuovi flussi da intercettare, al di là dell’asse Roma-Firenze-Venezia. Cinesi in primis. Per questo abbiamo costruito una rete con le città medie che investono sulla cultura». Insistendo sul cambio di passo: «E’ cresciuta la consapevolezza dei pesaresi intorno al progetto di città della musica». 

  

CONSUNTIVO - Un bilancio, illustrato dal vicesindaco e presidente del Rof Daniele Vimini, che registra 14 progetti editoriali e musicali, otto attività consolidate, otto progetti espositivi, otto produzioni speciali, acquisizioni di lettere dalla Fondazione, progetti e laboratori con migliaia di studenti e centinaia di scuole.  «Pesaro porta Rossini nel mondo», con 610 iniziative attorno al Cigno. L’elenco è lungo: da Firenze a Roma, dall’Oman al Giappone. Con un totale di 2 milioni e 880mila euro di finanziamenti ottenuti (tra legge speciale, fondi europei destinati dal Mibact attraverso la Regione, fondi regionali e statali, finanziamento del Comitato nazionale delle celebrazioni). Insomma: «C’è una città che cambia» nel segno di Rossini. Anche negli interventi (in programma o in corso) sui contenitori. «Per il Museo a Palazzo Antaldi è in corso il lavoro di allestimento: abbiamo scelto l’11 giugno per l’inaugurazione. Ci saranno le città creative dell’Unesco per la musica, in concomitanza della grande riunione che si terrà a Fabriano in quei giorni», rimarca Vimini. «Un Museo che avrà testi e video curati da Baricco», aggiunge Ricci.   Poi «Sonosfera, PalaScavolini, Sala della Repubblica del teatro Rossini, Palazzo Ricci, Casa Rossini con area hospitality e cantina, scultura della memoria di Vangi in piazza Mosca». Incisi sulle «relazioni internazionali» instaurate con «ambasciate e istituti italiani di cultura, università, teatri, conservatori. Da Mosca a Pechino». Oltre alle iniziative collegate al progetto Rossini Gourmet. «Rossini come motore propulsore di un cambiamento culturale per il territorio». Gli attori sono noti (oltre al Comune, Fondazione Rossini, Conservatorio e Fondazione Rof, con la sponda  dell’Enit e dei Comitati delle celebrazioni rossiniane), così come i partner nazionali (Mibact, Ministero dell’Istruzione, Ministero degli Affari esteri).  Secondo il presidente del Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane Gianfranco Mariotti, «il prossimo obiettivo è portare il Rossini sconosciuto nel mondo. Una sfida alla portata della città». Premiate le istituzioni musicali con la medaglia 

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