Giacomo Ravagnan, sotto la maglia azzurra batte un cuore giallorosso

Giacomo Ravagnan, sotto la maglia azzurra batte un cuore giallorosso

Un pesarese nella nazionale di rugby maschile under 18 che ha centrato uno dei migliori risultati di sempre al 6 Nazioni

di Ufficio Stampa

Un pesarese nella nazionale di rugby maschile under 18 che ha centrato uno dei migliori risultati di sempre al 6 Nazioni. C’era anche il giovane Giacomo Ravagnan fra i ragazzi che con la nazionale italiana hanno conquistato il secondo posto, battendo Galles e Scozia e perdendo solo con la Francia: “Una sconfitta che abbiam mal digerito, figlia di troppi nostri errori – racconta Giacomo, rientrato da due giorni  dall’Inghilterra – Infatti ci siamo poi rifatti con il Galles che con noi non ha vissuto una buona giornata”. Giacomo, pesarese doc, dopo esser stato selezionato per allenarsi con l’Accademia federale di Prato e aver provato l’esperienza, aveva poi scelto di far ritorno a Pesaro per allenarsi e giocare: “Per me il rugby è soprattutto divertimento e tolto quello non c’è nulla. L’Accademia non era il mio ambiente”. Nonostante questo per Giacomo è arrivata la chiamata per la nazionale: “Una telefonata che non mi aspettavo, ma gli serviva un pilone sinistro, dato che avevano avuto degli infortuni e dopo aver parlato con la scuola, ho dato la mia disponibilità. Ho avuto una settimana di allenamenti a Roma per convincere lo staff tecnico e ci sono riuscito, volando a Gloucester”. Ti aspettavi un risultato tanto positivo? “Pensavamo di trovare avversari più forti, o forse siamo stati bravi noi”. Che cosa ti è piaciuto di più? “Be, giocare in uno stadio circondato da tribune con la maglia della nazionale non è cosa da tutti i giorni. E poi è stato molto interessante ritrovarsi a fine partita a confrontarsi con la prima linea avversaria in un momento organizzato solo per noi (in questa occasione fra l’altro ha ritrovato il suo allenatore pesarese di mischia  Andrea Pozzi, in Inghilterra per crescere ancor più come tecnico, ndr)”. E dopo questa esperienza ti è tornata la voglia di tentare la strada dell’accademia per puntare alla nazionale? “Gli allenatori sono stati contenti di come ho giocato e mi hanno detto di continuare ad allenarmi come sto facendo. Io però non ho il pallino della nazionale e se verrà tanto meglio. Per me è motivo di grande orgoglio già quando metto la maglia giallorossa della Pesaro Rugby e il prossimo anno di sicuro sarò ancora a Pesaro per giocare con i miei amici e magari provare a dire la mia in serie A. Per ora abbiamo le fasi finali del campionato under 18 che inizierà proprio domani con la sfida a Colorno”.

 

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