Flanger Playlist: Black Marmelade Records

Flanger Playlist: Black Marmelade Records

Cinque album imprescindibili per un collezionista secondo Leonardo D'Elia

Torna la rubrica extra-radio di Flanger dedicata ai suoi ospiti. In questo episodio abbiamo intercettato Leonardo D'Elia, titolare di Black Marmelade Records, negozio di dischi di prossima apertura a Pesaro. Più che un negozio, però, è un vero e proprio centro di aggregazione, dove è possibile scambiare idee, ascoltare musica, dal vivo e non, e, ovviamente, comprare dischi di tutti i generi. L'apertura è fissata per il 20 maggio con lo showcase di Bob Corn in via Cattaneo. Un'occasione gustosa per tutti i collezionisti e gli appassionati di musica. A Leonardo abbiamo chiesto cinque LP che non possono mancare in una collezione, ecco cosa ci ha proposto:

1.  The Wistons - The Winstons 

Il prog: cos'è? Non sono i Soft Machine del 1968, non vivono a Canterbury. Sono Italianissimi ed hanno viaggiato nel tempo. Disco capolavoro del 2016, Nicotine Freak è un groove ammiccante per nuove porte della percezione.

2.  Franco Micalizzi - Chi Sei (Beyond The Door)?

 Un oscuro patto con il diavolo, ammiccamenti a Polanski e Friedkin, un Micalizzi ispiratissimo realizza forse la sua migliore colonna sonora con musicisti americani. Orrore e paura: molto funky.

3. Ramones - Rocket To Russia

 Avevo 11 anni ed entrai casualmente in possesso di un oscuro 45 giri, la b-side I don't care era una canzoncina semi romantica rispetto all'incendiario primo lato e così pensai "I don't care". E fu l'inizio di tutto il mio percorso musicale.

4. The Clash - Sandinista

Ma siamo certi che Charlie non pratichi il surf ? Io non ne sono così sicuro. E comunque SANDINISTA è un triplo album che definire seminale risulta essere addirittura banale.

5. Fuzztones - Lysergic Emanations

 Una cover che fa un culo così alla versione originale dei Sonics, Adoro Rudi Protrudi e la sua coerenza, mi sono marchiato la pelle con le voxx incrociate ed ho fede nel suo credo. E poi era uno dei classici più ballati allo SLEGO che fu. RIP Thomas Balsamini.

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