Fano-Urbino, Biancani: "Bici e treno possono convivere, RFI conferma la compatibilità tra ferrovia e pista ciclo-pedonale"

Fano-Urbino, Biancani:

Parere tecnico positivo sulla fattibilità della pista ciclabile a fianco delle rotaie. I primi 4,5 milioni di euro, già individuati dal 2018, per il tratto Fano -Tavernelle lungo circa 17 chilometri. «Una infrastruttura della sostenibilità, occasione di sviluppo per il tutto il territorio»

«Da anni difendo questa tesi e adesso arriva la conferma ufficiale di RFI: bici e treno possono convivere». Non nasconde la propria soddisfazione il consigliere regionale Andrea Biancani (Pd), presidente della commissione ambiente e trasporti, dopo l'arrivo del nulla osta ufficiale di Rete ferroviaria italiana alla ciclo-pedonale a fianco della Fano-Urbino. «E' arrivato il parere favorevole che aspettavamo da mesi - afferma Biancani -. Lo scorso 9 ottobre abbiamo inviato alla Direzione nazionale di RFI il progetto di fattibilità della Regione per avere un parere sulla possibilità di realizzare un tracciato a fianco della ferrovia e pochi giorni fa, il 21 gennaio, è arrivata la comunicazione ufficiale che conferma la compatibilità. E' un tassello fondamentale che sblocca dopo anni un progetto strategico per la mobilità sostenibile e per lo sviluppo turistico di tutto il territorio della vallata del Metauro, al quale ho sempre creduto con il Presidente Ceriscioli che ha condiviso e sostenuto con me tutte le scelte». Da tempo Biancani sta lavorando per concretizzare l'opera e anche la richiesta del nulla osta è stata preceduta da una serie di incontri con i tecnici RFI per valutare tutti gli aspetti del progetto, «per questo le condizioni poste per realizzare il percorso coincidono in gran parte con quelle già previste nello studio della Regione». «Il percorso - puntualizza Biancani - dovrà essere realizzato ad una distanza di 1,5 metri dalla rotaia più vicina, distanza alla quale dovrà essere posizionata, per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti, anche l'eventuale recinzione che separa dal tragitto della ferrovia. Le gallerie non potranno essere utilizzate e per questo dovremo studiare dei percorsi alternativi all'esterno, mentre per quanto riguarda i ponti sarà possibile costruire delle passerelle a sbalzo».
Sul versante delle risorse economiche, il consigliere ricorda che la Regione aveva già individuato i fondi nei primi mesi del 2018, «4,5 milioni di euro con i quali potremo realizzare i primi 17 chilometri, toccando Fano, Cuccurano, Lucrezia, Calcinelli di Saltara fino ad arrivare a Tavernelle di Serrungarina. La lunghezza del percorso da Fano fino a Fermignano - aggiunge - è di 42,5 chilometri, ai quali si sommano i 5,5 chilometri per arrivare ad Urbino, per un totale 48 chilometri». Da sempre sostenitore dell'idea che la ciclovia del Metauro non fosse alternativa, ma piuttosto complementare alla riapertura della ferrovia a fini turistici, il consigliere Biancani ora guarda avanti e pensa alle prossime tappe. «Adesso l'obiettivo sarà la convocazione della Conferenza dei servizi insieme ai Comuni per approvare il progetto preliminare, dopo di che si potrà procedere con la progettazione esecutiva, per poi fare la gara per i lavori». «Il via libera al progetto preliminare - sottolinea - sarà importante anche per eventuali procedimenti espropriativi per piccole porzioni del percorso, procedure che dovranno avviare i Comuni». «Ho sempre detto - conclude Biancani - che il progetto del treno turistico e quello della ciclabile non sono alternativi o in competizione tra loro, ma sono entrambi una grande opportunità di sviluppo. Le due visioni si integrano, si promuovono e rafforzano a vicenda. Una infrastruttura della sostenibilità dove lungo lo stesso percorso si potranno vivere esperienze di viaggio, di sport e di vita quotidiana che si completano, come un turista che guarda dal treno i ciclisti pedalare o i ragazzi che si spostano in sicurezza a piedi o in bici. Sarà un bellissimo circuito viario dedicato alla mobilità dolce, che risale la vallata del Metauro, attraversando centri abitati e zone artigianali. Sarebbe uno dei percorsi più belli e originali d'Italia, in grado di valorizzare sia il patrimonio culturale che quello naturalistico, e il progetto potrà prevedere anche uno studio per la riqualificazione delle vecchie stazioni, trasformate in punti di accoglienza, di promozione e informazione turistica. Siamo arrivati a un primo risultato importante e vorrei ringraziare il Presidente Ceriscioli e tutti i consiglieri regionali di maggioranza del territorio per aver intuito da subito le potenzialità del progetto».

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