Digestore anaerobico: ipotesi incompatibile con una città turistica

Digestore anaerobico: ipotesi incompatibile con una città turistica

“Se il rischio è che Fano diventi l’immondezzaio delle Marche diciamo subito che non siamo d’accordo” Pier Stefano Fiorelli e Giorgio Bartolini presidente e direttore provinciale di Confesercenti reagiscono così alla notizia che si realizzi un digestore anaerobico sul territorio comunale fanese

“Un’ipotesi che ci preoccupa per diversi motivi –continuano- se i dati diffusi saranno confermati, digestore da 60.000 tonnellate, è chiaro che si sta parlando di un impianto che avrà bisogno, per mantenersi economicamente, del conferimento dei rifiuti da tutto il territorio regionale. E’ inconcepibile che i rifiuti organici delle Marche finiscano a Fano! Impianti di questo genere da un punto di vista delle ricadute sull’ambiente e sulla salute pubblica sono ancora discussi: nessuno ci garantisce che non ci saranno impatti negativi sull’inquinamento della terra e dell’aria. Aumenterà, invece –e quello, sì, è garantito- l’inquinamento prodotto dal via vai di camion che arriveranno a Fano, con conseguenze devastanti su una viabilità già problematica”.
 
“Un’ipotesi del genere, inoltre, è del tutto incompatibile –aggiungono- con la politica turistica sulla quale l’Amministrazione dice di voler puntare: da una parte, Fano città del benessere e della qualità della vita e, dall’altra, Fano città del digestore anaerobico della regione Marche. Sono scelte che non si conciliano tra di loro”.
 
“Abbiamo incontrato il sindaco Seri in campagna elettorale –proseguono Fiorelli e Bartolini- e non abbiamo nemmeno affrontato l’argomento perché in merito lo stesso Seri aveva già pubblicamente rassicurato tutti, escludendo qualsiasi ipotesi di impianti di questo genere a Fano. Avremmo preferito, visto l’impatto che l’opera, se realizzata, avrà sulla città, discutere l’argomento allora e poter dire la nostra”.
 
Riguardo ai vantaggi economici che l’impianto porterà alla città, concludono: “Un risparmio sulle bollette e 300.000 euro all’anno –ancora nemmeno garantiti- nelle casse del Comune, sono briciole in confronto a una decisione che cambierà il futuro di Fano e dei fanesi. Chiediamo all’Amministrazione di non proseguire con le fasi del progetto senza prima aver coinvolto ed informato cittadini ed Associazioni: su un’opera di questo tipo le decisioni non possono non essere condivise”.

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