Confesercenti sulle linee guida per la ripartenza: “Ora c’è incertezza, ma velocità e concertazione sono punti a nostro favore”

Confesercenti sulle linee guida per la ripartenza: “Ora c’è incertezza, ma velocità e concertazione sono punti a nostro favore”

Due protocolli con disposizioni differenti: questa la situazione se si confrontano le linee guida già deliberate dalla Regione Marche per la ripartenza e le anticipazioni relative al Documento Tecnico predisposto da Inail e Istituto Superiore di Sanità per i protocolli nazionali attesi a breve

“Ad esempio, per i ristoranti –afferma Giorgio Bartolini direttore provinciale Confesercenti- le differenze più significative tra i due testi riguardano le distanze tra un tavolo e l’altro: 2 metri per l’Istituto Superiore di Sanità e l’Inail e 1 metro secondo le linee guida già approvate dalla Regione Marche. E’ vero che questo, tra gli operatori, sta creando incertezza, ma è anche vero che il grande lavoro di coordinamento e di concertazione portato avanti dall’Ente regionale con Confesercenti e le altre Associazioni di riferimento, ci ha permesso di poter contare, in anticipo, su punti fermi e su indicazioni chiare e ben definite a tutela della sicurezza di tutti.

La velocità ed il lavoro di sintesi che caratterizzano queste misure, sono sicuramente un punto a nostro favore perché hanno reso l’immagine di un territorio coordinato ed organizzato per la ripartenza. In particolare, nel turismo, comparto per il quale la Regione si è impegnata a condividere le linee guida anche con Emilia Romagna ed Abruzzo così da avere uniformità su tutta la costa, ciò significa anche aver dato l’immagine di un territorio sicuro e accogliente.

Ovviamente gli adeguamenti richiesti sono costosi per le imprese e, a fronte di questi, abbiamo già chiesto alla Regione contributi che vadano a coprire le spese ed anche i mancati ricavi dei mesi di chiusura forzata”.

“Auspichiamo –conclude Bartolini- che le linee guida già deliberate nelle Marche, possano essere propedeutiche anche per la stesura dei protocolli nazionali e che non si entri in contraddizioni strutturali, che sarebbero problematiche per gli operatori, sia in termini di tempo, sia in termini di costi”.

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