Cna presentati i dati sull'economia locale relativi al 2019

Cna presentati i dati sull'economia locale relativi al 2019

Ieri conferenza stampa alla Biemmegi, presenti Alberto Barilari, il presidente provinciale della Cna, e Moreno Bordoni, il segretario provinciale della Cna

Le imprese attive della provincia calano, nei primi 11 mesi del 2019, di 252 unità pari al -0,7%. Nelle Marche la perdita di imprese attive nello stesso periodo è leggermente più intensa (-0,9%).  I settori che nella provincia perdono imprese più velocemente sono il commercio e l’agricoltura (-2,4% per entrambi: 200 imprese in meno per il commercio e 131 in meno per agricoltura-silvicoltura-pesca). Le costruzioni perdono l’1,6%  (79 unità in meno) e le manifatture limitano i danni (-0,5% pari a 24 unità in meno). Crescono invece le imprese di tutti i settori dei servizi fatta eccezione per commercio e trasporti: crescono soprattutto le imprese del settore noleggio agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+6,4%) e attività professionali scientifiche e tecniche (+3,6%).


L’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Regione Marche considera assunzioni, cessazioni di rapporti di lavoro e saldi assunzioni-cessazioni: sono i cosiddetti dati di fonte amministrativa.[1]
Questi dati sono i più recenti disponibili a livello provinciale per le dinamiche del mercato del lavoro e riguardano comunque la prima metà del 2019.
“Per le Marche” – rileva l’Osservatorio della Regione – nel secondo trimestre del 2019 “diminuisce, rispetto al secondo trimestre 2018, il numero complessivo di assunzioni poste in essere da imprese e pubbliche amministrazioni delle Marche: l’insieme degli ingressi nell’occupazione segna, infatti, una flessione del -12,6% che riguarda sia gli uomini che le donne (-10,6% e -10,2% rispettivamente) ed è dovuta esclusivamente alla componente del lavoro alle dipendenze (-16,4%). Nell’ambito di tale segmento si osserva una forte contrazione della somministrazione (-51,3%) e del tempo determinato, in calo del -6,6%”
Secondo l’Osservatorio
[1] Cfr. Nel marzo 2008 è stato introdotto l’obbligo di inoltrare per via telematica le comunicazioni delle imprese in materia di movimentazione dei rapporti di lavoro (assunzioni, trasformazioni, trasferimenti, proroghe e cessazioni). Le Comunicazioni Obbligatorie hanno così creato uno standard nell’input informativo che confluisce nei sistemi informativi del lavoro (Sil) locali.
 

 La provincia di Pesaro e Urbino registra nei primi 9 mesi 2019 una crescita notevole dell’export (+11,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, ben più marcata di quella regionale (+3,9%) e dovuta soprattutto – ma non solo – alla performance della nautica di lusso che mette a segno nel periodo un export di quasi 194milioni. Se si considerano le principali voci di esportazione della provincia, si vede come esse rimangano saldamente quelle della meccanica: dei prodotti in metallo escluse le macchine (oltre 567milioni ), delle macchine e impianti (545milioni), dei mezzi di trasporto (229milioni) e, in particolare, delle imbarcazioni (193milioni), delle altre manifatture (218milioni) e, in particolare,  delle produzioni mobiliere (213milioni).
Si noti, inoltre, come i saldi più elevati (le differenze tra export e import: tali saldi vanno a incrementare direttamente il PIL della provincia, sono quindi un contributo netto alla capacità di creare ricchezza nel territorio) rimangano quelli  dei macchinari e impianti (il saldo 2019 è di quasi 461 milioni di saldo) ma crescano soprattutto per la nautica (la variazione è +179milioni) .  

 Nella provincia di Pesaro e Urbino, nel primo semestre 2019 i prestiti sono calati (-2,8%) più che nelle Marche (-0,8%).  I depositi (+2,0%) sono invece aumentati più che nelle Marche (+0,8%).  I titoli a custodia sono calati nella provincia (-5,4%) ben più che nella regione (-1,2%).  

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