‘Bonus facciate’ con effetto paradosso. La Cna: “Sta bloccando i lavori di ristrutturazione”

‘Bonus facciate’ con effetto paradosso. La Cna: “Sta bloccando i lavori di ristrutturazione”

Lo sgravio fiscale previsto dal nuovo provvedimento (90%) sta inducendo i proprietari di immobili a congelare gli interventi con le attuali detrazioni (50-65%). Intanto sono 3.500 gli interventi effettuati tra il 2018 e il 2019 in provincia di Pesaro e Urbino. Il 43% a Pesaro, 830 a Fano

Le ristrutturazioni edilizie, gli interventi per il risparmio energetico (infissi, impianti fotovoltaici; solare termico; stufe e camini a biomasse; coibentazione immobili), e sostituzione delle caldaie. Si calcola che in provincia di Pesaro e Urbino, nel periodo 2018-2019, siano stati più di 3.500 gli interventi compreso il Piano Casa. Di questi il 43% a Pesaro città; più di 830 a Fano e il resto in provincia.
L’importo medio dei lavori di ristrutturazione è stato di 20-23 mila euro per un importo complessivo di oltre 77 milioni di euro. E tutti questi interventi sono stati possibili anche grazie alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie.
Ma, secondo la CNA, ora il mercato si è bloccato. Il motivo? L’annuncio del cosiddetto “Bonus facciate”, il provvedimento inserito nella manovra economica del Governo, che tende a incentivare le ristrutturazioni per gli edifici nei centri storici e nelle periferie delle città che ha già congelato se non addirittura cancellato molti degli interventi di ristrutturazioni già programmati per novembre e dicembre. Si tratta di un vero e proprio paradosso che rischia di vanificare gli effetti benefici del “Bonus facciate”, una misura che pure la CNA ha salutato con entusiasmo. Ma vediamo il perché.
“Non conosciamo ancora nel dettaglio il provvedimento, in quanto non è ancora uscita la circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate – spiega il responsabile di CNA Costruzioni di Pesaro e Urbino, Fausto Baldarelli -  ma è bastato il solo annuncio del provvedimento  (che secondo le anticipazioni comporterebbe sgravi fiscali fino al 90%), per bloccare quanti avevano già programmato degli interventi di ristrutturazione di qui alla fine dell’anno con le vecchie detrazioni previste (dal 50 fino all’85% con il bonus sisma)”.
Insomma, secondo la CNA,  si è innestato un vero e proprio corto circuito legislativo che rischia di bloccare in questi mesi il mercato delle ristrutturazioni edilizie. E questo per un mero calcolo economico che, nella fattispecie, per i proprietari di immobili comporterebbe sgravi più pesanti nella considerevole misura del 40%. Non esattamente delle briciole. Come spiega la CNA “Rientrano infatti nel bonus facciate non solo lavori di rifacimento di murature esterne riguardanti per l’appunto molte facciate ma anche le tinteggiature (uno degli interventi più frequenti). Ovvio che ai proprietari convenga avviare i lavori magari fra qualche mese con un bonus al 90% piuttosto che ora con un bonus fiscale al 50-65%. Seppur spalmato in 10 anni, calcolatrice alla mano, significa che su un semplice intervento di 20mila euro, se ne possono recuperare ben 18mila piuttosto che 9 o 13 mila”.
“Pur plaudendo al provvedimento che intende dare un nuovo volto ai centri storici e alle periferie delle città italiane, sul modello francese, chiediamo però che venga pubblicata al più presto la circolare esplicativa della Agenzia delle Entrate e che il cosiddetto Bonus facciate contenga modalità, termini e specifiche tecnico-costruttive  che non vadano a penalizzare tutti gli altri interventi di ristrutturazione programmati”. 

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