Baiocchi: “Monito CNA non ci lascia indifferenti”

Baiocchi: “Monito CNA non ci lascia indifferenti”

Dopo quello sulle imprese under 35, si registra ancora un pessimo segnale: nel primo trimestre 2019 il saldo tra aziende che aprono e che chiudono è negativo

di Comitato elettorale Nicola Baiocchi sindaco

‘Il monito della Cna non ci lascia indifferenti’. Lo dice Nicola Baiocchi, candidato sindaco per il centrodestra alle elezioni del 26 maggio, che ha incontrato ieri il segretario della Cna Pesaro Urbino Moreno Bordoni.

Proprio ieri, infatti, sono arrivati dai settori commercio, agricoltura, manifatturiero e costruzioni nuovi allarmanti dati sull’economia provinciale. Dopo quello sulle imprese under 35, si registra ancora un pessimo segnale: nel primo trimestre 2019 il saldo tra aziende che aprono e che chiudono è negativo. Le imprese cessate nei primi tre mesi del 2019 sono state 1.049 a fronte di 656 nuove. Le imprese in provincia sono ora 39.477, scese per la prima volta sotto la soglia delle 40 mila (erano quasi 44mila nel 2010). Si sono persi 1.041 posti di lavori in soli tre mesi.

“Inutile negare - spiega Baiocchi - i dati preoccupanti diffusi dalla Cna, ma questi ci devono dare una scossa. La totale mancanza di una politica regionale e comunale, mirata a sostenere imprese e lavoro, ha determinato la chiusura di tante aziende per le quali non ci sono stati né aiuto, né sostegno. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale e per questo dobbiamo ripartire dal lavoro e dall’economia che sono al primo posto nella nostra agenda politica”.

E’ vero che guardando all’andamento delle imprese nelle Marche, a registrare il maggior saldo negativo nel primo trimestre 2019 è stata la provincia di Ancona (-402). Ma subito dopo arriva quella di Pesaro e Urbino (-393).         

"Abbiamo proposto di sburocratizzare l’iter per ottenere i permessi per coloro che vogliono avviare un’impresa – continua il candidato sindaco del centrodestra -. Detassare le imprese pesaresi, razionalizzando i tributi locali, è un altro passo che può aiutare a creare fermento economico. Condividiamo la ricetta della Cna che chiede una politica mirata alle piccole e medie imprese e a rilanciare i consumi interni, politiche del lavoro e investimenti sulle piccole e grandi opere pubbliche che servono per far ripartire il nostro sistema produttivo. Per noi prima c’è il lavoro e ci batteremo perché torni al centro della vita della città”.

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