“Tutti possiamo dare il nostro contributo per un mondo migliore” aste artistiche per gli ospedali di Firenze, Bologna e Torino. E Pesaro?

“Tutti possiamo dare il nostro contributo per un mondo migliore” aste artistiche per gli ospedali di Firenze, Bologna e Torino. E Pesaro?

In questo periodo molti artisti hanno donato delle opere perché fossero messe all’asta; il cui ricavato andrà agli ospedali che stanno fronteggiando con grande difficoltà l'emergenza Codiv-19

Nello scorso weekend si sono distinte, ad esempio, tre iniziative promosse dagli street artist (una categoria che spesso non incontra il consenso della cittadinanza che li accusa di non essere sensibili verso il bene comune) ma anche tatuatori e creativi di ogni genere. La prima ad essere partita su Instagram è stata la raccolta per l'ospedale di Careggi (FI), con l’hashtag #streetartistperfirenze. L'asta, durata dalle ore 10 del venerdì 3 aprile alle ore 12:00 di sabato 4 aprile, ha raccolto 16.500 €.
A seguito quella per l’ospedale Sant’Orsola di Bologna, con l’hashtag #unitiperbologna, iniziata alle ore 11.00 di sabato 4 Aprile e terminata alle ore 23.00 di domenica 5 Aprile con una raccolta di 9.500 €.
Infine, l’hashtag con #UrbanartistperTorino una raccolta fondi per aiutare gli ospedali torinesi che è iniziata alle ore 11.00 di domenica 5 Aprile ed è terminata alle ore 21.00 del lunedì 6 Aprile. La base d’asta dei singoli pezzi è di 50€; ogni utente, digitando l’hashtag, ha potuto fare la sua offerta rilanciando di €10 o 20€ a seconda delle regole del bando. I soldi saranno devoluti all’ospedale direttamente dal vincitore tramite bonifico bancario, così da avere la certezza che la donazione arrivi a destinazione. Le opere saranno invece consegnate al termine dell’emergenza.
Nelle aste di Bologna e Firenze sono state battute anche due opere del nostro Ben Zeno, artista conosciuto e apprezzato dai più ed ora sta raccogliendo consensi anche in molte città italiane. A Bologna erano inoltre presenti due opere di Hazkj, che sta frequentando ISIA di Urbino. Bello vedere che questi giovani artisti abbiano preso a cuore la causa di sostenere gli ospedali anche di città non loro; da parte della cittadinanza e degli amanti dell’arte c’è stata una grande risposta: quasi tutti sono riusciti a vendere le loro opere. Certo i nomi più noti sono quelli che hanno raccolto più consensi.
Abbiamo contattato Exit Enter, uno degli street artist fiorentini più popolari e che attendiamo il suo arrivo a Candelara, il suo dipinto ha raccolto una somma considerevole, “ho partecipato alla call street artist per Firenze perché voglio dare un mano ma soprattutto per mandare un messaggio positivo "tutti possiamo dare il nostro contributo per un mondo migliore". Questa asta ne è l'ennesima conferma 1+1=1direbbe un mio caro amico [Ache77]. Ringrazio Bue tutti gli organizzatori e i partecipanti all'asta di beneficenza”.
Nelle settimane scorse, su una pagina Facebook dedicata a Pesaro, un utente proponeva agli artisti della nostra città se avrebbero potuto donare delle opere per raccogliere fondi per l’ospedale San Salvatore ed un altro utente, definendosi tale (di cui non ho mai sentito parlare), scriveva che bisognava smettere di chiedere sempre agli artisti di donare gratuitamente la loro opera. Spesso ci dimentichiamo che fare l’artista è per molti un lavoro; ma è anche altrettanto vero che la grandezza di un artista si vede proprio nella sensibilità di trasmettere nelle sue tele le emozioni che percepisce nel mondo che gli sta attorno e da come riesce ad interpretare le esigenze della società in cui vive.
Abbiamo chiesto a Ben Zeno perché ha partecipato a queste aste: “quando mi è stata proposta ho subito risposto con un si. La cosa interessante era anche si trattava di un progetto nato da poche persone e grazie ad un virale passaparola e alla sensibilità di molti artisti e creativi, l’evento è esploso riuscendo a raccogliere fondi e a riunire (a distanza) un sacco di persone diverse che si sono sentite utili oltre che meno sole in un periodo così buio per tutti noi. Sto cercando adesso di fare lo stesso ma nella città che amo e da cui provengo, Pesaro, sto cercando con l’aiuto di diverse personalità di creare la stessa situazione per devolvere poi il ricavato a Marche Nord”.
In questi giorni, anche due associazioni culturali del nostro territorio provinciale, l’Accademia AIIA di Candelara e l’associazione Pro Art di Piagge, si sono attivate con modalità differenti, per attivare delle raccolte fondi per l’ospedale di Marche Nord e la Protezione Civile: ci auguriamo che possano avere un riscontro tra il pubblico come le iniziative citate delle grandi città di Bologna, Firenze e Torino e contribuire a sostenere i nostri ospedali che hanno tante necessità.

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