«Primo cittadino», Ricci presenta il libro a Milano con Sala e Albertini

«Primo cittadino», Ricci presenta il libro a Milano con Sala e Albertini

Da domani il volume edito da Baldini+Castoldi nelle librerie

«Credo fortemente nel valore della gavetta. Prima o poi tornerà di moda. Non penso che l’Italia possa uscire dai problemi con l’idea che tutti possano fare tutto. In queste ore, presumibilmente, ci sarà un incarico di governo: non entro nel merito dei curricula né della bontà o bravura di una persona. Mi chiedo tuttavia se sia normale che un Paese complesso come il nostro, con tante potenzialità e altrettante contraddizioni, possa essere governato da chi non ha mai governato nulla». Lo ha detto il sindaco di Pesaro e responsabile enti locali Pd Matteo Ricci, presentando in Galleria Rizzoli il suo libro «Primo, cittadino», edito da Baldini+Castoldi con prefazione di Ilvo Diamanti, in uscita da giovedì 24 maggio nelle librerie italiane. All’iniziativa in Galleria Vittorio Emanuele II, moderata dal vicedirettore di Baldini+Castoldi Luca Ussia, ha preso parte anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Oltre all’ex sindaco Gabriele Albertini, ovvero uno degli undici «primi cittadini» degli ultimi 25anni con cui Ricci si è confrontato nel volume, insieme ad Antonio Bassolino, Francesco Rutelli, Giuseppe Covre, Antonio Decaro, Luigi De Magistris, Adriana Poli Bortone, Leoluca Orlando, Federico Pizzarotti, Andrea Romizi e Marta Vincenzi. «Chi governa deve risolvere conflitti – ha spiegato Ricci - sia nelle città che in un Paese. L’idea che la rappresentanza istituzionale, nei ruoli di vertice, possa essere esercitata senza gavetta mi spaventa. Nel ruolo del sindaco si fa gavetta e si rappresenta la comunità. Nel dibattito italiano non sempre l’istituzione viene prima del partito, per noi invece sì». La città, ha sostenuto il sindaco di Pesaro, «diventerà sempre più un luogo di ripartenza, perché è il contesto nel quale si sperimenta davvero il riformismo. Cioè la capacità di cambiare realmente le cose, permettendo l’immediata verifica da parte dei cittadini. Un sindaco deve decidere e sentire respirare la sua città. Il proprio sindaco lo si ama o lo si odia, ma in ogni caso su di lui si può misurare concretamente la distanza fra le promesse e le cose fatte», ha rilevato Ricci. Che nel libro ha tratteggiato proprio l’esperienza da sindaco di Pesaro, affrontando anche la sua proposta di riforma della governance degli enti locali. Prima di soffermarsi, infine, sullo scenario politico dopo le elezioni del quattro marzo. Ha commentato Albertini: «Matteo Ricci rappresenta l’archetipo del sindaco. Una persona motivata con grande idealità, passione civile e capacità gestionale. Un uomo delle cose. Veniamo da esperienze diverse, ma ha colto il significato fattuale  dell’amministrazione. La città è il segno della concretezza e della personalizzazione». Mentre per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha aperto l’appuntamento, «la figura del sindaco, in questo momento, diventa ancora più centrale. E c’è la necessità di un riordino dell’amministrazione pubblica locale: chi immagina ancora il Paese da qui a cinque anni con 8mila Comuni, un centinaio di Province, 14 Città metropolitane e 20 Regioni, fa un pasticcio. Perché la coperta è corta. Può essere accattivante l’idea di difendere tutti, ma non è realistico. Non si riusciranno a garantire i servizi senza riordino». Concetti, tra gli altri, affrontati da Ricci nel volume.

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